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EDITORIALE DEL GIORNO
BLACK OUT
MILAN-NAPOLI 0-4 (ALLAN 13′, INSIGNE 48′ E 67′, RODRIGO ELY AUTORETE 77′): LE PAGELLE ROSSONERE
DIEGO LOPEZ 5,5: Rivedibile sulla punizione di Insigne, sul resto non può nulla
De Sciglio 5: Ormai viene da pensare che il vero Mattia sia questo e che il talento intravisto qualche stagione fa sia stato solo un’eccezione.
Rodrigo Ely 4: Sempre fuori posizione, contro Higuain non ci capisce nulla e fa pure autogol.
Zapata 4,5: In difficoltà perenne su Insigne e per un suo passaggio sbagliato parte l’azione del primo goal partenopeo.
Antonelli 5,5: Il meno peggio del reparto senza comunque incidere sulla gara… arriva solo un pò di più sul fondo e cerca di fare il furbo per prendersi un rigore tuffandosi in area.
Montolivo 4: Semplicemente imbarazzante la sua gestione del pallone. Al Milan serve disperatamente qualità vera e non presunta in quella posizione.
Kucka 5: Il centrocampo non riesce a costruire un’azione pericolosa che sia una anche per colpa sua.
Poli (dal 84′) S.V.
Bertolacci 4,5: Sempre a inseguire le ripartenze del Napoli… troppo passivo e abulico per essere costato 20 milioni di euro.
Cerci (dal 57′) 5: Cerca di inventare qualche suggerimento in verticale e di dare imprevedibilità alla manovra… senza riuscirci.
Bonaventura 5,5: L’ultimo ad arrendersi, quello che sembra più in palla, più propositivo e disponibile al dialogo… però quando predichi nel deserto finisci per sfigurare anche tu.
Bacca 5: Prova a lottare su ogni palla disponibile nel primo tempo con scarsi risultati, sparisce nella ripresa.
Luiz Adriano 4,5: Gioca come al solito a venire incontro per fare da sponda per i compagni, sbagliando però diversi appoggi anche in maniera clamorosa innescando le letali ripartenze partenopee.
All. Mihajlovic 4: Non è concepibile perdere in questa maniera a San Siro, non è concepibile essere la peggior difesa del campionato dopo il Carpi, non è concepibile la totale mancanza di mordente (che tra l’altro è la caratteristica che più contraddistingue l’allenatore rossonero). Urge riprendere in mano la squadra perchè ormai il popolo milanista è rassegnato a vivere nella mediocrità.
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