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EDITORIALE DEL GIORNO
Galliani parla di fede, ma servirebbe una scomoda rivoluzione
1 agosto, 2014 9:05 am
Redazione MilanoRossonera
“I tifosi devono fare un atto di fede, saranno ripagati”. Così parlava Adriano Galliani mercoledì scorso, giorno del suo compleanno (ironia della sorte anche di Barbara Berlusconi).
Difficile dargli torto, quantomeno sulla prima parte della frase. Perché, ad oggi, avere fiducia in questo Milan è possibile solo così. Chi scrive ama questi colori da sempre e vuole credere che, presto o tardi, Berlusconi metterà mano al portafoglio ma purtroppo le premesse non sono buone. Il problema non è l’esterno destro (mancino), quello arriverà anche se difficilmente sarà un top player. Questa squadra però avrebbe bisogno di una vera e propria rivoluzione un po’ in tutti i reparti: qualcuno, qualche tempo fa, aveva avuto il coraggio di dirlo e, guarda un po’, è stato messo alla porta. Intendiamoci, non tutto è da buttare. Rami e Alex possono davvero migliorare il rendimento della difesa e Menez, pur con tutte le incognite del caso, è una scommessa interessante. Per il resto però sono guai. Cominciamo dal portiere che, anche quest’anno, sarà certamente Abbiati. Nulla contro Christian, ma sarebbe ora di voltare pagina o quantomeno di affiancargli un giovane di prospettiva. Uno come Scuffet per esempio (stava per andare in Spagna per soli 5 milioni!) andrebbe benissimo: nella peggiore delle ipotesi stimolerebbe Abbiati, nella migliore sarebbe il titolare. In difesa, detto dei due centraloni, ritroveremo Abate, Mexes, Zapata, Bonera e Constant, gente di cui sappiamo tutto, nel bene e nel male. Si salva De Sciglio, sempre che risolva i sempre più frequenti problemi fisici. Arriviamo alle note dolenti: il centrocampo è un disastro! Ad oggi solo De Jong, Poli e Muntari potrebbero giocare titolari, peraltro neanche insieme. Un trio così infatti non ha fantasia e tecnica: più che i gol aspettiamoci i cartellini. Urgono un regista e una mezzala di valore, invece sul mercato tutto tace. Infine l’attacco, al momento ancora basato su Balotelli. Di Mario conosciamo pregi e difetti, inutile continuare a sperare in una trasformazione stile Ronaldo o Messi. La speranza è El Shaarawy ma anche qui ci sono delle incognite: che Stephan vedremo nella prossima stagione? Quello visto nei primi mesi del 2012/13 o la copia sbiadita del restante periodo? Al campo l’ardua sentenza… Insomma, ad oggi il Milan è un bel cantiere aperto il che non giova affatto a Pippo Inzaghi, costretto a lavorare con la rosa dello scorso anno. Galliani chiede ai tifosi un atto di fede, i tifosi chiedono a Berlusconi una mano sul portafoglio. E sul cuore, perché nessuno pretende di vincere ma di competere sì. Ne va anche, se non soprattutto, dell’immagine, da sempre primo ideale dell’uomo di Arcore.
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