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EDITORIALE DEL GIORNO
Questo incredibile e surreale Milan
Troppo bello, tutto troppo esilarante. E’ così che il popolo “della curva” vuole il “suo” Milan, splendido, fantasioso e vincente. Tre aggettivi che qualificano questo momento positivo dell’undici di Clarence Seedorf (due successi e un pareggio in altrettante gare), che nobilita l’incedere garantendogli autostima e di riflesso rimandando, a data da destinarsi, vecchi dissapori e diatribe interne purtroppo però ancora latenti, pronte ad esplodere al minimo cenno di contrasto.
Ma per ora, questa mini-striscia positiva basta e avanza per tranquillizzare un ambiente quantomeno effervescente. Non poteva essere certo il Chievo di bomber Alberto Paloschi (l’ex di turno, pronto al ritorno alla casa madre in tempi brevi) a mettere in ambasce un Milan voglioso di tornare ai suoi standard abituali, quelli che lo hanno reso celebre in ogni parte del globo. Okey, non esageriamo, adesso… Restiamo con i piedi ben piantati a terra e non esaltiamoci più di tanto per una partita alla quale non si poteva chiedere molto di più di un risultato convincente. Il gioco?
Apprezzabile, ma non ancora spumeggiante se si eccettua qualche colpo ad effetto di livello straordinario come quello, ad esempio, che al 28′ porta al raddoppio di Ricardo Kakà dopo la rete d’apertura del Balo.
E’ comunque un Milan, nel primo tempo, da copertina o da “libro dei sogni” nonostante al 38′ il “samurai” – sciagurato e impalpabile -, solo dinanzi ad Agazzi, mette oltre la traversa un “cioccolatino al bacio” servitogli in contropiede dal… “figlio della Luna”. Ma come è possibile, pazzesco…!
D’accordo, il biondo nipponico suddito del Sol Levante, si danna l’anima in campo svariando su quella fascia destra tra terra e sole, in un lavoro sfiancante e non adeguato al suo stile di gioco, ma, in ogni caso, caro Keisuke, non è consentito (credimi!) spedire oltre ogni limite conosciuto, per pura e semplice inadeguatezza, un pallone al quale sarebbe servita solo una leggera spinta per metterlo in fondo alla rete. Inutile comunque recriminare, Honda deve ancora riuscire ad interagire fino in fondo col nostro calcio e soprattutto con un ambiente nel quale s’è (forse) calato con un po’ troppa sufficienza. Serve tempo ma anche lui, alla fine, verrà buono e utile alla causa.
Intanto buono e utile si rivela ogni giorno di più, Ricardo Kakà. E’ lui a tenere in vita le speranze e il futuro di questo Milan. Regala preziosismi, pennellate d’autore, ghirigori che il pubblico apprezza tanto che, sugli spalti, si torna a cantare il solito, immarcescibile ritornello: “Siam venuti fin qua per vedere segnare Kakà…”. Son tornati i bei tempi? Magari… E’ semplicemente un Milan più spigliato, più spregiudicato, più reattivo. Indubbiamente il Chievo, col suo atteggiamento mai rinunciatario, ha assecondato ed esaltato il gioco dei rossoneri, ma non sarà sempre festa, sia ben chiaro. Di giornate accidiose il “Golden Boy” brasiliano e compagni ne troveranno ancora parecchie sul loro cammino, ma se il buongiorno si vede da questi atteggiamenti e da questo modo di stare in campo, probabilmente si potranno nuovamente riattivare le scariche adrenaliniche che ancora frenano parzialmente il Milan e allora ci sarà veramente da ridere… Intanto godiamocelo tutto, questo incredibile e surreale Milan.
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FOTO SPORTSKY.IT
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