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EDITORIALE DEL GIORNO
Inzaghi in bilico: nessuno peggio di lui. Così è caduto l’idolo di San Siro
Sta finendo in fuorigioco e per lui non c’è cosa peggiore. Per adesso la panchina di Inzaghi è salva, la società riconosce al tecnico alibi oggettivi come i numerosi infortuni, gli episodi contrari, gli errori individuali. Ma la sfida di domenica prossima a San Siro contro il Cesena diventa un nuovo esame da superare.
CIFRE E FISCHI — La brutta figura rimediata dal Milan contro l’Empoli ha ulteriormente ridotto le speranze della squadra di raggiungere un piazzamento europeo e quelle dell’allenatore di conservare il posto nella prossima stagione. Ma al di là del pari, è tutto il contorno a rendere negativo il giudizio di Berlusconi e precaria la situazione del tecnico. La gente è stufa e soprattutto non intravede la luce in fondo al tunnel: un anno dopo il Milan si ritrova praticamente nella stessa situazione, con 30 punti (invece di 29) in 23 partite. Da Allegri a Inzaghi passando per Seedorf sembra non essere cambiato nulla.
TRISTE PRIMATO — A inizio stagione erano stati il lavoro e alcune intuizioni di Inzaghi a contribuire alla discreta partenza del Milan. Poi qualcosa si è rotto e il tecnico fatica ad aggiustare il giocattolo. L’alternanza dei titolari (sebbene dovuta in parte a infortuni e squalifiche) ha generato confusione soprattutto perché ha impedito alla squadra di trovare un’identità. E intanto c’è un dato che fa particolarmente male: in base alla media-punti (1,304) Inzaghi è il peggior allenatore dell’era Berlusconi nelle prime 23 partite della gestione, alla pari di Liedholm.
FONTE GAZZETTA.IT
FOTO ZIMBIO.COM
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