Milan, De Jong d’acciaio fa viaggiare il 4-2-fantasia

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L’olandese mediano inossidabile e indispensabile, anche nell’era Seedorf. Ha giocato oltre tremila minuti. Neppure Balotelli ha fatto di più.

C’è una sottile linea rossa tirata a centrocampo, invalicabile si direbbe per gli allenatori del Milan: è quella tessuta da Nigel de Jong, testimonial del cosiddetto calcio muscolare di Allegri, ma anche del 4-2-fantasia di Clarence Seedorf. De Jong è per gli esteti e gli oppositori del calcio fisico una specie di icona: l’icona di quello che non si dovrebbe fare. Eppure questo ragazzo di quasi trent’anni, guerriero in campo e riservato quando la partita finisce, riesce a trovare posto in qualsiasi sistema di gioco e con qualsiasi dottrina calcistica.

PRIMATISTA — Con 3340 minuti giocati (39 presenze, 32 partite intere), Nigel è nettamente il più utilizzato fra i giocatori del Milan: Balotelli infatti si ferma a 2713 minuti, che non sono pochi se si considerano infortuni e squalifiche, ma sono tanti meno di quello giocati dal mediano De Jong, che a livello di utilità e continuità mette tutti d’accordo. Questa sua seconda stagione al Milan è più che positiva, e pochi forse avrebbero scommesso di ritrovarlo così in palla dopo il gravissimo infortunio al tendine d’Achille. Ma Nigel è una roccia e fa comodo a contropiedisti e teorici del possesso palla, fanatici del 4-3-3 e profeti del 4-2-libertà.

Fonte: gazzetta.it

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