Milan: finalmente c’è da sorridere

z_Jeremy Menez_Sulley Muntari_Giacomo Bonaventura

Sembrava stregata, invalicabile, inaccessibile quella linea di porta bianconera. Invece… Invece, dopo quattro pareggi e una sconfitta a San Siro con il Palermo, è finalmente arrivato quel successo che consente alla banda-Inzaghi di riflettere sul suo presente e tornare a sperare in un futuro migliore.

L’Udinese, però, è tutt’altro che un ostacolo semplice da superare perché i  bianconeri friulani hanno col Milan un conto in sospeso che risale al lontano 2006-07, l’ultimo successo di Totò Di Natale e compagni nel “catino rossonero”.  Certo, gioca bene l’Udinese, ma è il Milan a fare la parte del leone, a darei spettacolo e a inventare gioco soprattutto con la sua giovane stellina, Marco Van Ginkel che la curva Sud, la più calda e anche la più intransigente, ha potuto ammirare. Il  “volante” rossonero, all’esordio, con le sue geometrie, i suoi piedi sensibili e la sua grande intelligenza tattica, ma anche con qualche errore di troppo dovuto essenzialmente alla giovane età e alla poca esperienza accumulata fin qui, offre ai compagni soluzioni sempre interessanti e di grande effetto anche scenico.

Nel primo tempo, dicevamo, a dare spettacolo sul rettangolo verde dell’impianto milanese, c’è solo il Milan che con il suo trio avanzato (Menez, Honda, El Shaarawy) fallisce almeno cinque occasioni da rete. Il gol, comunque, il Milan lo avrebbe anche messo a segno, con  Rami, di testa, ma la parata – ben dentro la linea di porta – di Karnezis fa propendere l’arbitro, il signor Valeri e i suoi assistenti, per la semplice rimessa in gioco. Inconcepibile… Pare essere ritornati indietro di tre anni fa, a quel gol di Muntari respinto ben oltre al linea di porta da Buffon. Una beffa, l’ennesima, che puntualmente e tragicamente si ripete…! Ma perché si vuole ignorare testardamente e irragionevolmente la tecnologia in campo? Un difetto da correggere al più presto, vero signor Tavecchio!

Bisogna comunque attendere la ripresa, per vedere il “Milan-Grandi Firme” sbloccare la gara le sue immarcescibili e fantasiose primedonne: soprattutto quel fuoriclasse di Jeremy Menez che con la sua doppietta (prima su rigore ineccepibile – fallo di Domizzi, espulso, su Mexes, poi con una conclusione chirurgica) manda il popolo rossonero in totale solluchero e il Milan lassù, in alto. Ma non è tanto il risultato, comunque sempre importante, ma è il gioco espresso dai rossoneri nella circostanza che fa davvero ben sperare. Un Milan così bello e coinvolgente raramente quest’anno lo si era veduto: ed ora che è tornato a disposizione persino capitan Montolivo (pochi per lui i minuti a disposizione, ma tant’è…) c’è di che sorridere.

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