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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: migliorano gli equilibri fra i reparti
Il Milan pareggia con un ottimo Toro, stupendamente messo in campo da quel Maestro di Calcio che è Ventura, bloccando così la striscia di vittorie in campionato di Clarence Seedorf.
Pareggio sostanzialmente giusto, con un Milan che appare migliorato, come gioco e soprattutto come equilibrio tra i reparti, rispetto alla vittoriosa trasferta di Cagliari. Nel secondo tempo, infatti, la squadra, pur costruendo pochissime palle gol, è piaciuta di più, apprendo più equilibrata tra le linee, con i trequartisti che accennavano ai ripiegamenti, impedendo così al Torino di ripartire, come ben aveva fatto nel primo tempo, passando in vantaggio e divorandosi letteralmente il raddoppio. Favorito da una difesa rossonera che definire “imbarazzante” è riduttivo e che presenta un Bonera che costituisce un rischio ad ogni piè sospinto. E’ questo il dilemma dirigenziale rossonero: si definisce buona una difesa che è una delle peggiori di serie A e che, accanto al rude Rami, ieri peraltro in gol, non ha giocatori sui quali puntare ciecamente, eccezione fatta per De Sciglio ed escluso il buon Abbate che, invece – così è parso – Seedorf vorrebbe tenere in panchina per il resto del campionato. Altro che paragoni tra il mediocre Emanuelson e quel fior fiore di giocatore che era Serginho!
Occorrerà, a mercato oramai mestamente chiuso, verificare da qui alla fine del campionato quale sono le virtuosità da mantenere e ove intervenire. A mio parere, in difesa, mantenuti De Sciglio e (forse) Rami, con un sacrificio economico non indifferente per il riscatto, sarebbe salutare liberarsi di tutti i giocatori in rosa, portieri, eccetto il buon Abbiati, dodicesimo, compresi.
Il Milan non ha problemi solo in difesa. Anche se in questo reparto, obiettivamente, i problemi sono ad ogni angolo e occorrerebbe una integrale rivisitazione.
I problemi, infatti, sono anche a centrocampo.
Il 4-2-3-1, voluto da Seedorf, in pratica, significa giocare con quattro attaccanti e sostanzialmente solo due centrocampisiti.
Abbiamo oramai visto che Montolivo non è adeguato a stare dinanzi alla difesa, come stantuffo instancabile (il nuovo sistema di gioco lo presupporrebbe per dare consistenza all’interdizione). Se il nuovo assetto presuppone una difesa arcigna (esattamente quella che non è quella rossonera!) ed una diga degli interditori (Montolivo non lo può essere), bisogna estrapolare dalla rosa chi è adatto a questo ruolo chiave. Certamente Muntari, si spera in Essien, potrebbe esserlo Poli, ma perchè non provare Cristante?
I trequartisiti, poi, devono sposare in toto la filosofia del nuovo tecnico, rientrando in continuazione a supporto del centrocampo ed impedendo, con un pressig d’attacco, alla squadra avversaria, le ripartenze. Con il Torino, nel primo tempo, questo non è accaduto e i granata hanno “rischiato” di chiudere la partita. Seedorf vorrà capire se i suoi giocatori di ruolo sono adeguati o meno alla sua mentalità di gioco e cercherà di valutarli per fare una energica selezione. Poi dovrà inevitabilmente scontrarsi con i piani societari e con la oramai imperante filosofia del “parametro zero” per intervenire nel mercato di giugno che, vista la necessità di palingenesi, di rifondazione, diviene, per il Milan, il più importante di questi ultimi quindici anni.
Puntare su Pazzini come unica punta ed arretrare Balotelli, avanzando Montolivo e forse Emanuelson, non appare una cattiva idea.
Ieri ha messo in campo Petagna, forse con un attimo di ritardo. E’ un giovane interessante, al quale dare qualche opportunità in più.
Perchè, in questa annata “disgraziata” non investire sui giovani?
Spero vivamente che Seedorf, uomo colto ed intelligente, cammin facendo, sposi questa filosofia, creando le basi per una rinascita il prossimo anno. Fermo restando, quest’anno, un buon finale di campionato ed una quanto meno decorosa dipartita dall’Europa.
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