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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: Contro il Cagliari è suonato un campanello d’allarme!
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? La domanda potrebbe tranquillamente estendersi a tutta la stagione ma vale ancora di più dopo le ultime due partite.
I pareggi con Fiorentina e Cagliari hanno fatto segnare evidenti passi indietro dal punto di vista del gioco, eppure hanno permesso al Milan di raggiungere Udinese e Sampdoria, oltre che di tenere a distanza di sicurezza Napoli e Inter. “Sono sei partite che facciamo punti” aveva spiegato Inzaghi nella pancia del Sant’Elia, ma anche qui ci sarebbe da discutere. E’ vero che i rossoneri non perdono dal match contro la Juventus, è altrettanto vero che i pareggi con Empoli, Cesena e lo stesso Cagliari non possono essere festeggiati come vittorie. La partita dell’altra sera poi ha fatto suonare più di un campanello d’allarme. Brutta la prestazione della squadra, in fase difensiva (questa non è una novità) e offensiva (questa invece lo è), ma anche dal punto di vista tattico e atletico. Per la prima volta infatti il Milan ha sofferto gli avversari dall’inizio alla fine, dimostrando una preoccupante spia rossa sul fronte carburante. E’vero, il Cagliari aveva giocato sabato pomeriggio mentre i rossoneri domenica sera, però questa non può essere una giustificazione: la rosa di Inzaghi è fin troppo ampia, tanto più in una stagione senza coppe. Cosa dovrebbe dire allora la Fiorentina, piena di infortunati e capace di battere 3-0 l’Udinese scesa in campo domenica pomeriggio? Il problema, semmai, nasce dal dosaggio delle forze. Sbagliato alla luce della prestazione: troppi uomini marciscono in panchina senza un vero e proprio perché. Parlo di Armero, Van Ginkel, Pazzini, giocatori ai margini del gruppo fin da inizio stagione. E poi c’è il caso Diego Lopez, acquistato in estate dal Real Madrid (Galliani lo definì il portiere più forte d’Europa) e ora confinato in panchina in virtù dell’incerto Abbiati. Tutto questo non aiuta l’armonia di spogliatoio, meccanismo tanto delicato quanto importante per il raggiungimento degli obiettivi. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, Milanello si sta ripopolando di musi lunghi. Avete visto l’espressione di El Shaarawy al momento del cambio con Menez? E l’atteggiamento ciondolante (per non dire indisponente) del francese stesso? Per non parlare poi dei malumori di Pazzini, espressi in un tweet galeotto dalla moglie… Inzaghi, fin qui bravissimo nel ridare vita a un gruppo svogliato e depresso, deve fare qualcosa ora prima che il problema esploda del tutto. La rosa è oggettivamente troppo ampia per una stagione senza coppe, questo però può anche diventare un vantaggio se usato nel modo giusto. Regole chiare, disciplina e meritocrazia: la strada, intrapresa a luglio, non va assolutamente abbandonata. Solo così il terzo posto potrà davvero diventare realtà.
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