Testa bassa e pedalare

Fabio Conte

E’ inutile discutere. Il Classico incontro, sarebbe meglio dire scontro, tra Juventus e Milan ha lasciato strascichi mediatici e di concetto.

L’approccio pacato alla partita dell’ambiente rossonero, dovuto al notevole distacco in classifica, ha subito una scossa, non tanto durante il match dove la Juve s’è confermata superiore, ma a gara terminata. Replay, fermi immagine, linee immaginarie, prospettive, invece di chiarire i dubbi dei tifosi davanti alla tv lasciavano perplessi, soprattutto per come venivano categoricamente giudicati. Clamorosamente non stiamo parlando o criticando l’arbitraggio, o meglio, il guardalinee che s’è trovato a decidere in una frazione di secondo una difficile situazione di rimpalli. Non è una questione di lana caprina – o di qualche altro esimio ovino – ma la gestione delle immagini, lascia dubbiosi, addirittura sospettosi nel momento in cui si viene a sapere  che la produzione delle immagini è gestita dalla società bianconera. E’ affiorata, nelle dichiarazioni, nei comunicati, nello schieramento dei media una accondiscendenza alla nuova ritrovata tracotanza juventina, tante volte conosciuta, inutilmente contrastata. Alla superbia innata, ma stemperata un tempo dalle sagaci battute dell’Avvocato, oggi la società bianconera aggiunge l’insolente arroganza, tipica dei tempi. E quindi, è inutile discutere. Testa bassa e pedalare come non ci fosse una salita, come non ci fosse un tornante. Pedalare, uniti per ritrovare la squadra, per dar vita ai progetti che genereranno i sogni. Tra Milan e Juve adesso il gap è ampio, ma ricordiamo che solo tre anni fa si contendevano lo scudetto. Qualche linea, non immaginaria, non ben valutata ed altre vicende, han fatto sì che si regalasse uno scudetto che si poteva vincere. Da allora il divario s’è allargato soprattutto grazie ai proventi dello stadio di proprietà. Il Milan deve oggi puntare a colmare il divario economico, resistendo su quello calcistico. Ripartiamo dai nuovi acquisti, da una squadra che sta prendendo la fisionomia, cercando il carattere, inseguendo il gioco di altre formazioni del passato. Qualcuno dei nuovi arrivati sembra proprio destinato a rinverdire un “carattere Milan” difficile da trovare negli ultimi anni a Milanello. Bonaventura, Paletta, Destro ed in particolare Antonelli sembrano avere la fame, la caparbietà e tenacia su cui ricostruire quel nocciolo duro intorno a cui si potrà ricostruire una squadra vincente. Bisogna trovare il modo di far rendere, loro e il resto della rosa, al massimo delle proprie possibilità, di dargli sicurezze, schemi: in poche parole un gioco. Sottotraccia, come s’è ben fatto finora, sarà anche importante concludere e finalizzare il progetto, già diventato sogno, del nuovo stadio di proprietà, che potrebbe aprire nuovi scenari, ristabilire vecchie gerarchie. Per poter tornare a discutere, per poter tornare a vincere, come a Manchester magari, per dire eh?!

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