Ho fatto un sogno sul Milan, ma poi mi sono svegliato

MR_Bertone

Stanotte ho fatto un sogno. Era il 31 agosto, giorno di Milan-Lazio, e nell’aria si respirava quel mix di euforia e attesa tipico della prima di campionato.

Camminando verso lo stadio, rigorosamente su Via dei Rospigliosi (quella che, per i non “pratici” porta proprio sotto la Curva Sud), potevo osservare i tifosi con le maglie della squadra, intenti a commentare le scelte di Mister Inzaghi e a scommettere su quanti gol avrebbe segnato in stagione il “nuovo top player”. Arrivando in Piazza Axum vedevo una folla oceanica disperdersi tra biglietterie e baracchini, oltre a una nutrita rappresentanza già in coda davanti ai cancelli. Il risultato? Neanche da dire, si vince e basta, magari in goleada, come sempre d’altronde a “casa nostra”. E poi le formazioni, scandite dal ruggito dei 60 mila rossoneri presenti (è il 31 agosto, qualcuno è ancora in vacanza!) prima di una coreografia da brividi, in grado di lasciare senza fiato tutti i giocatori in campo, soprattutto gli spaventati (e rassegnati) laziali. E proprio lì, al momento del fischio d’inizio, mi sono svegliato. Eh sì, è stato decisamente un sogno perché la realtà è ben diversa. Ad oggi, a 20 giorni circa dalla partita in questione, non esiste nulla di tutto questo. Nessun nuovo top player da incitare, nessun entusiasmo nell’aria, appena 8 mila abbonati, zero aspettative per la nuova stagione. Una situazione talmente triste da assomigliare quasi a un incubo tanto che, questa maledetta Milan-Lazio, verrebbe quasi voglia di giocarla in trasferta. Qui però, amici rossoneri, è anche colpa vostra. Dico vostra perché il sottoscritto, come ormai da molti anni, ha rinnovato la sua tessera (a pagamento s’intende, nessun privilegio da giornalista) indipendentemente dalla campagna acquisti. D’altronde a me sembra la cosa più normale del mondo. Se andassero allo stadio solo i tifosi delle squadre che vincono beh, allora noi avremmo iniziato solo a metà anni ’80. Invece no e i nostri padri (o zii, fratelli, amici ecc. ecc.) possono confermarci i pienoni negli anni della Serie B ma anche nei successivi momenti difficili. Non voglio fare la morale a nessuno, abbonarsi a QUESTA squadra è davvero un atto di fede e poi, dettaglio non certo secondario, i prezzi sono quelli che sono. Però una buona parte di tifoseria aspetta la fine del mercato per scegliere se abbonarsi o meno e francamente è qualcosa che non capisco e non condivido. Un conto è dire “non ci vado perché non posso”, un altro è farsi vedere solo quando si vince. Leggo tutti i giorni i vostri commenti su social network e forum, la delusione per questo mercato è tanta e non vi biasimo di certo. Però contestare dal divano è troppo facile e, soprattutto, inutile. La storia insegna che uno stadio deserto non fa rumore, uno pieno invece sì. Il 31 agosto è ancora lontano e chissà che per quella data gli scenari non cambino totalmente. Lo scenario di un Berlusconi pronto a investire davvero non è probabile, ma tutto sommato nemmeno impossibile. Io però non ho aspettato il vertice di Arcore per abbonarmi anzi, detto inter nos, non sposterà di una virgola la mia voglia di Milan. Nell’augurarvi buone vacanze (tornerò a scrivere su queste pagine tra un paio di settimane) spero vivamente possa essere lo stesso anche per voi.

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