Lo chiamano il ”derby dei poveri”

MR_Bertone

Lo chiamano il “derby dei poveri” e in effetti è proprio così. La stracittadina di Milano numero 214 (la 162esima in campionato) non ha molto da dire, sia in termini di classifica che di gioco.

Forse, e dico forse, chi vincerà potrebbe ancora dire la sua in chiave Europa League, obiettivo comunque minimo per due club del genere. Eppure San Siro sarà pieno e c’è da scommettere che anche l’audience televisiva sarà ai massimi. Questo perché, comunque stiano le cose, il derby tra Milan e Inter resta un appuntamento imperdibile del nostro campionato, da vivere tutti assieme col cuore in gola, indipendentemente dalla posta in palio. Certo, uno così povero, di stimoli e di tecnica, non lo ricordiamo. Non che le milanesi siano sempre state al top, ci mancherebbe, però almeno una delle due stava bene e lottava per le posizioni di vertice. Nei primi anni 90, per esempio, i rossoneri vincevano scudetti e Champions, scenario ribaltato nel biennio 2008-2010, dove erano i nerazzurri a farla da padroni. Perfino l’anno scorso il derby, pur al ribasso, mise di fronte due squadre decise a battagliare per l’Europa. Quest’anno invece si gioca solo per la supremazia cittadina: non molto ma tant’è. Questa partita proprio non si può sbagliare e il concetto vale per entrambe. Un pareggio poi sarebbe il peggior risultato possibile per entrambe, visto che non servirebbe né per la classifica né per il morale. Lo scenario è inquietante e a renderlo ancora peggiore c’è la consapevolezza di aver sprecato tanti, troppi, bonus per migliorarlo. Bastava battere la Sampdoria per avere una classifica accettabile, per dare un senso a questo finale di stagione e dunque alla stracittadina. Non è successo e ora l’Europa League è un miraggio bello e buono. Mettiamola così: questo derby è il punto più basso del calcio milanese degli ultimi 30 anni e, di solito, quando si tocca il fondo poi si riparte. Ci piace pensarlo e, probabilmente, ci fa anche bene. Perché vivere la vigilia di Inter-Milan senza un minimo di pathos è ciò che di peggio potesse accadere, senza se e senza ma.

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