-
EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: Il cuore degli uomini
16 aprile, 2014 8:52 am
Fabio Conte
Ok, ammetto che non sono rimasto a vederlo nel momento della sua massima gloria. Però, come tanti quella sera siamo usciti da quello stadio in preda all’incredulità ed a elucubrazioni filosofiche che cercavano risposte impossibili da fato e destino ricevendo silenzi dalla perfida Eupalla.
Rincontrandoci, due anni dopo, le risposte sono arrivate, ma anche nell’occasione in cui la sorte ha sorriso ai nostri colori, abbiamo notato la compostezza in campo e al momento della premiazione, la nostra questa volta. Steven Gerrard il capitano del Liverpool, è uno di quei giocatori apprezzati da tutti. Una bandiera, un simbolo come sono stati Baresi e Maldini, o Zanetti , Del Piero, Totti. Giocatori che accosti subito alla squadra e ai colori a cui danno oltre l’apporto calcistico, una specie di integrità morale. Gerrard gioca da diciassette anni nel Liverpool e non ha mai vinto il campionato, la Premier League, l’ultima volta era il 1990 e si chiamava ancora First Division. Sabato, battendo il Manchester City 3 – 2 a quattro giornate dalla fine, il Liverpool balza in testa alla classifica proprio nel 25°anniversario della tragedia di Hillsborough dove perirono 96 tifosi. Tra loro il cuginetto di Steven, Jon-Paul Gilhooley di soli 10 anni. Le lacrime di Gerrard a fine gara tra il ricordo e l’emozione, non gli hanno impedito da buon capitano, di incitare la squadra su l’obbiettivo vicino, sulla grinta da mettere per raggiungere il traguardo. Ecco, queste immagini di Gerrard capitano e condottiero, mi han fatto riflettere: forse anche lui non s’aspettava questa stagione esaltante, anche se non ancora decisa. I Reds non partivano favoriti, sapevano di avere una buona squadra e un fuoriclasse un po’ bizzoso ma fenomenale, l’uruguaiano Suarez e un tecnico preparato e tenace, con molta gavetta alle spalle, Brendan Rodgers allievo di Mourinho, votato all’attacco ma piazzatosi solo settimo lo scorso anno. La società e l’ambiente han avuto pazienza e la squadra fondata su una solida base di calciatori inglesi, alcuni di Liverpool, tifosi del Liverpool sta dando le giuste risposte. Vorrei avere nei prossimi anni, se le possibilità economiche non permetteranno faville , una squadra basata su giocatori milanisti, di nascita o di spirito, su cui far nascere un nuovo Milan che sappia far innamorare i tifosi, riempire di nuovo lo stadio sopportare i momenti negativi e, magari non subito ma con gli innesti giusti, possa trovare l’annata che dà soddisfazioni inaspettate. Serve entusiasmo e l’entusiasmo si crea col bel gioco della squadra, non dei singoli. Vorrei avere un capitano, e magari già c’è, che sia riconosciuto capitano dalla società e dall’allenatore e che spicchi per personalità e carisma. Se sarà un buon capitano vedrà forse passare gli allenatori, ma si troverà un giorno ad urlare: andiamo a vincere anche la prossima, siamo il Milan!
RIPRODUZIONE RISERVATA
1,259 Visite totali, nessuna visita odierna
Commenti
Posted in: EDITORIALE DEL GIORNO
Tags: Fabio Conte, Franco Baresi, Milan, Milanorossonera, Paolo Maldini









