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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan double face!
Belli davanti, imbarazzanti dietro. Il nuovo Milan targato Inzaghi è indubbiamente double face il che, a certi livelli, può diventare un bel problema.
Certo, il gioco offensivo è divertente ed efficace allo stesso tempo ma là dietro si balla, eccome se si balla. Il risultato è che la squadra, dopo 5 giornate, occupa la sesta posizione in classifica a meno 7 dalle capolista Juventus e Roma e a meno 4 dal terzo posto (Udinese). Non il massimo alla luce del recente calendario (Empoli e Cesena) ma inevitabile vista l’instabilità delle prestazioni. Il problema è tattico ma non solo: ogni partita infatti è condizionata da gravi errori individuali. Il povero Pippo può anche preparare alla perfezione schemi e movimenti, ma se poi chi va in campo toppa alla grande non gli resta molto da fare… Più attenzione e concentrazione insomma, senza pensare che in fondo, comunque vada, sarà un successo. Ecco, se devo trovare una cosa che non mi convince in questo Milan è il clima che lo circonda. Parlo di quello esterno, non certo di ciò che accade tra i muri di Milanello dove anzi le cose vanno molto meglio che in passato. Un tempo, di fronte a certi risultati, si sarebbero già aperti processi e dibattiti, oggi invece è tutto in sordina, quasi fosse normale ritrovarsi a sguazzare nel brodino del centro classifica. Intendiamoci, lungi da me voler scatenare bufera attorno al Milan ma certo un po’ più di pressione non guasterebbe. Sentire Inzaghi parlare di “squadra divertente” dopo due gare come quelle con Empoli e Cesena è quantomeno stonato. Perché io credo che il potenziale per fare una bella stagione (leggi terzo posto) ci sia tutto, tanto più ora che Inter, Napoli, Fiorentina e Lazio fanno fatica. Il gradino più basso del podio non ha padroni e allora perché non provare a salirci? Proviamoci davvero e arrabbiamoci se le cose non vanno come vorremmo, non nascondiamoci dietro a giustificazioni di vario tipo. Già domani voglio vedere una squadra tosta, cinica, addirittura incazzata proprio come con la Lazio alla prima giornata, non soddisfatta perché “comunque le cose vanno meglio che un anno fa”. Basta accontentarsi, torniamo grandi davvero. Attenzione: ho detto grandi, non vincenti. Per quello ci vorrà almeno un altro anno ma intanto poniamo le basi giuste. Perché abituarsi all’anonimato sarebbe la peggior sconfitta possibile.
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