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EDITORIALE DEL GIORNO
Pippo: l’uomo dei sogni
Fa caldo ma è normale, è il 9 di giugno. Domani iniziano gli Europei di Francia 2016 e passati due anni giusti da quando Super Pippo è diventato allenatore del Milan, è tempo di bilanci.
Chissà quanti ricordano il modo asciutto ed irriconoscente con cui era stato esautorato il Professore Clarence Seedorf. Certo le diatribe seguite non son state le migliori pagine di stile, ma i soldi incassati dall’olandese gli avranno addolcito l’attesa, prima che trovasse la propria via al successo. Arrivato Inzaghi si era capito subito che la fase calante della parabola negativa del Milan di Berlusconi degli anni ‘10 era alle spalle. Il presidente, appoggiando la figlia Barbara sulle nuove vie per attestare il brand nel mondo e trovando quindi nuove entrate per la società e per lo stadio in costruzione, e lasciando il “Richelieu” Galliani giostrare sulla ribalta a lui congeniale del calcio mercato, avvallava ed avviava, finanziandola comunque, la rinascita rossonera di cui Pippo s’è fatto poi artefice. I risultati e le vittorie, inaspettate ma auspicate due anni fa si sono concretizzate. Ma per far bene non poteva bastare solo un buon allenatore ma servivano i campioni: ricordiamo che nel giugno del 2014, i primi ottimi acquisti di allora furono due famigerati parametri zero, come Alex e Mènez rivelatisi importantissimi nelle stagioni successive. E proprio quell’abbrivio di mercato sarà la base della squadra vincente che abbiamo oggi, grazie ai grandi acquisti fatti in seguito, ma anche alla spina dorsale italiana della rosa trattenuta con sacrifici, non badando alle sirene del mercato internazionale. Comunque questo gruppo deve molto alla grinta, all’applicazione, alla voglia di migliorarsi di Inzaghi, diventato Super Pippo della panchina, di cui il Milan aveva bisogno, quello che si cercava e sperava dopo le depressioni tecniche che arrivavano anche da mercati deficitari. Ma la sinergia ritrovata tra presidente, società e allenatore han fatto felici i tifosi che si guarderanno questo Europeo ’16 molto più sereni di come seguirono il Mondiale in Brasile.
Fa caldo, dormo male e faccio sogni strani..
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