Gattuso sul Milan: “E’ finito un ciclo, bisogna aspettare. Doppio ad? Non mi piace. Spero di ritornare da allenatore”

US Citta di Palermo Unveils New Coach Gennaro Gattuso

Gennaro Gattuso ha parlato ai giornalisti, a margine di un evento organizzato a Rimini, nel quale l’ex centrocampista rossonero ha incontrato gli studenti di Scienze Motorie dell’Università di Bologna. Tra i temi toccati dal campione calabrese, anche il momento del Milan.

Sulla situazione attuale: “In venticinque anni penso che la famiglia Berlusconi ha investito molto, la squadra è sempre stata competitiva al di là degli ultimi due anni però penso che ci possa stare. La società oggi sta attraversando un momento difficile, quando finisce un ciclo bisogna aspettare, la squadra è costruita con tantissimi giovani interessanti che hanno bisogno di tempo per crescere, e penso che questo Milan ritornerà ad essere quello di prima, non dimentichiamoci che la passata politica del Milan era quella di far arrivare i campioni già fatti mentre oggi si ricercano giovani forti ma da crescere”.

Sul doppio ad: “Quando si sta in un azienda penso sia meglio avere solo un capo, ascoltare solo una voce. I doppi ruoli sia nel calcio che nelle altre aziende non sono stati mai vincenti. Non ho mai detto che le donne non possono stare nel calcio, ho detto che Galliani è nel Milan da una vita e il suo valore non è in discussione”.

Su Balotelli: “Può dare tanto, ha talento e sa fare la differenza. Va lasciato in pace, anche lui deve fare di tutto per non far parlare l’opinione pubblica e i media. Se rimane tranquillo può trascinare i compagni alle vittorie perchè ne ha le capacità e le potenzialità”.

Sul calcioscommesse: “Fa male essere coinvolto, spero che finisca subito. In questi mesi dovrei uscirne da questa situazione, non sono stato né il primo né l’ultimo, l’Italia è questa e bisogna fare molta attenzione e dare importanza anche alle cose che non ritieni importanti”.

Sulla Nazionale: “Penso che si possa fare bene al Mondiale. Prandelli ha il merito di aver cambiato la mentalità, ora è una squadra sempre propositiva, una squadra che gioca all’attacco, preferisce un centrocampo tecnico”.

Sul suo futuro da allenatore: “Ho il mio percorso da fare. Oggi i miei Milan sono le squadre delle categorie inferiori, perché ho bisogno di capire a trecentosessanta gradi questo lavoro. Un giorno, se farò il mio percorso e arriveranno i risultati, non nego che ho la voglia di ritornare al Milan, la maglia che ho vissuto per tanti anni e di cui sono tifoso”.

 

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foto: seriebnews.com

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