Milan, sei uscito definitivamente dal tunnel?

Elio Arienti 2

Due vittorie e un pareggio, tanta roba di questi tempi! E allora, complimenti vecchio Diavolo. Non ci voleva però molto per tornare al proscenio, non serviva cercare formule strane o complicarsi la vita con cervellotiche alchimie, bastava ritrovare serenità e quel quid di talento che al Milan non è mai mancato.

Ma questo mini-filotto di risultati positivi cosa significa? Che Seedorf e i suoi ragazzi sono definitivamente usciti dal tunnel per rivivere una seconda giovinezza?Certamente no, ma una schiarita in fondo allo stretto cunicolo, sicuramente si intravvede. E’ ancora un puntino lontano, sia chiaro, ma giorno dopo giorno, pare avvicinarsi ed essere sempre più luminoso. Insomma, siamo vicini ad un, almeno parziale, ritorno alla normalità; a rivedere un Milan, in questo finale di stagione, quantomeno decente sul piano del gioco e dei risultati. Non era possibile, infatti, assistere impotenti allo sfacelo di una squadra che arrancava in campo e s’arrabattava, tra colpe e peccati, dalle parti meno nobili della classifica, laddove staziona normalmente chi ha poco (o nulla…) da chiedere al campionato.

Ora, tutto pare aver modificato radicalmente la situazione; una sorta di trasformismo calcistico, una mutazione tattico-atletica che ha corretto l’incedere quantomai lento, impacciato e privo di logica direzionalità della precedente guida tecnica regalando invece sensazioni diverse e stimoli nuovi. Un bel salto di qualità, non c’è dubbio, soprattutto se si considera che questo Milan, con “Acciughino” al timone, non incuteva affatto apprensione negli avversari e una tranquilla imperturbabilità nel popolo milanista. Anzi, esattamente il contrario… Dunque, ovvio provare strade diverse: ecco quindi far capolino dalle parti di Milanello il “Professore” che con il suo innato carisma e lo straordinario savoirfaire che da sempre ne contraddistingue la sobrietà di comportamento, ha preso in mano le redini di questo puledro alquanto imbolsito correggendone sapientemente il maestoso portamento e l’andatura solenne. Così il Milan, dopo un primo periodo di false ripartenze, ha preso decisamente a percorrere sentieri assai meno impervi ed ora vorrebbe davvero superare a piè pari tutti gli ostacoli che gli si frapporranno dinanzi da qui alla fine della stagione e, magari, puntare in alto, al “Belvedere d’Europa”.

Non sarà facile, ma almeno provarci è un dovere imprescindibile. E’ questo un Milan che, seppure rabberciato e con qualche pezza di troppo sul fondoschiena, non disdegna comunque mai di essere un collettivo di carattere con quel tasso di classe che, da sempre, lo supporta soprattutto nei momenti difficili. E dunque, forza ragazzi, il guado è vicino, serve ancora uno sforzo, un ulteriore e decisivo passo per… ricominciare a vivere. C’è, quindi, necessità di compattare ancor di più il gruppo e creare quell’unità d’intenti che faccia da diga alle avversità che, insidiose e subdole, fanno da contraltare ad un rilancio in grande stile. Poi, dalla prossima stagione agonistica tutto potrebbe cambiare pur se, in società, c’è ancora chi, fortunatamente, non intende sbilanciarsi rilasciando crediti a stretto giro ma preferisce mantenere una più corretta rappresentazione della realtà di medio periodo. Insomma, in casa Milan si cerca di portare avanti un progetto molto coinvolgente ma che non può certo dare risposte nell’immediato; ora serve solo uscire dall’impasse e guardare al futuro con maggiori speranze. I sogni, per ora, debbono necessariamente rimanere nel chiuso di un cassetto.

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