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EDITORIALE DEL GIORNO
Berlusconi annuncia: “Cedo a chi è disposto a mettere 200 mln l’anno”
Si pensava che Berlusconi, lungo il suo tour elettorale, al massimo avrebbe trovato il tempo di incontrare qualche altro emissario orientale. Cosa che non è successa, ma in realtà Silvio con le parole di ieri ha fatto molto di più: ha chiarito che non solo il Milan è in vendita, ma che è disposto a cedere la maggioranza.
La svolta epocale adesso è servita ufficialmente, dal momento che eravamo fermi alle dichiarazioni del 2 maggio, fuori da un hotel di Milano accanto a Bee Taechaubol: “C’è la possibilità che mi tenga il 51%”. A proposito di Mr. Bee: a giudicare da quanto ha raccontato Silvio, molto difficilmente il Milan nel futuro prenderà casa a Bangkok. Il presidente, poi, cita anche i cugini dell’Inter, e sono concetti aspri: una gestione da non prendere come esempio.
SACRIFICIO — Ma andiamo con ordine. Nell’ultimo periodo i pensieri del presidente rossonero sono andati costantemente al club. A chi e come (forse anche al se) cederlo. Da Arcore è filtrato il ritratto di un uomo estremamente combattuto, per esigenze economiche e ragioni del cuore. Credevamo che avrebbe rimandato qualsiasi annuncio al dopo-elezioni, ma ieri a Genova ha parlato così ai microfoni di Telenord: “Cerco qualcuno che possa immettere capitali nel Milan. La mia prudenza è giustificata dal fatto che voglio scoprire se chi si propone vede nel Milan semplicemente un mezzo per acquisire una forte popolarità immediata. Prima di cedere voglio essere sicuro: anche la maggioranza, se arrivasse qualcuno che ogni anno facesse un’immissione a livello delle altre grandi squadre europee. A questo punto mi sacrificherei e mi staccherei dal Milan, ma solo dopo aver verificato le reali intenzioni di chi vuole acquistare il club”. Anche la maggioranza: ecco il concetto storico sdoganato per la prima volta dall’ex premier.
QUOTAZIONI IMPAZZITE — Le offerte sul suo tavolo peraltro ci sono già: la prima di Taechaubol era di 500 milioni per il 60%, quella del consorzio cinese è di 580 milioni per il 51%. Berlusconi continuerà le sue valutazioni, ma a questo punto la strada sembra abbastanza tracciata: “Vendere il Milan è come cedere un pezzo di cuore, la mia infanzia, quando mio padre mi portava allo stadio, quando vedevo i giocatori che erano i miei eroi. Adesso la dura realtà si sta imponendo, e la realtà è che per essere al livello dei top bisogna avere dei top investimenti. E nessuna famiglia italiana se lo può permettere”. Se non è un requiem, gli somiglia molto. “Voglio vedere se c’è qualcuno che può portare capitali al Milan per consentirgli di essere competitivo come nel passato. Io sono il presidente che nella storia del calcio ha vinto di più, ma tutto è cambiato per i livelli di spesa. L’entrata nel calcio del Qatar, dei principi arabi, ha fatto impazzire le quotazioni. Il proprietario del Psg mette 250 milioni l’anno. E allora la mia famiglia, che ha sostenuto spese importanti, non è più adeguata a ciò che è necessario per essere competitivi ai massimi livelli. Ai tifosi dico che lascerò il Milan soltanto in buone mani: se questo non avverrà, ho un progetto di fare una squadra soltanto con giocatori italiani, una sorta di Nazionale in un campionato dove si è davvero ecceduto con gli stranieri. Basti pensare che il nostro c.t. per fare un attacco competitivo ha dovuto convocare giocatori oriundi”.
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