MILAN-LAZIO 0-1: LE PAGELLE

Soccer: Italy's Cup; Milan-Lazio

MILAN

Abbiati 6- Sul rigore è spiazzato ma ci può stare. Sul palo di Keita se si fosse opposto sarebbe stato Superman. Si guadagna la sufficienza nel primo tempo cavandosela su sciagurati retropassaggi dei suoi compagni impauriti dal pallone che sembra scottare.

Albertazzi 4,5- Ecco che finalmente ha un’occasione. Decide di sprecarla giocando a volleyball nella sua area di rigore. Alza un campanile inguardabile nel primo tempo e sbaglia appoggi elementari.

Suso (dal 80′) S.V.

Rami 5,5- L’unico che cerca di non andare in confusione. Ma l’insicurezza della squadra è talmente tanta che quando la Lazio scende prende paura anche lui. Ci mette una pezza ogni tanto sui vari traversoni che spiovono in area. Lotta in marcatura ma è fuori posizione in occasione del palo di Keita.

Alex 5- Nel primo tempo mette in difficoltà Abbiati svirgolando un brutto pallone all’indietro. Non esce mai palla al piede quando può, solo tocchettini facili. Non gli basta improvvisarsi centravanti nel secondo tempo. Anche un colpo di testa fuori.

Abate 5- Imbarazzante retropassaggio per Abbiati nel primo tempo, sul quale Klose è stranamente tenero. Ogni volta che improvvisa un cross o è molle o è ad altezza tibia. Eccezion fatta per il traversone che recapita sulla testa di Alex e una palla rasoterra pericolosa in area nella ripresa, su cui Novaretti chiude da fenomeno. Troppo poco.

Montolivo 4- Adesso basta. Acclamato a gran voce come il playmaker di cui è orfana questa squadra. Innumerevoli discussioni per spodestare De Jong dal ruolo di vertice basso nel centrocampo a tre. Poi l’olandese si fa male e lui ripaga con prestazioni anonime mandando in porta Klose sabato scorso, sbagliando appoggi in orizzontale, controlli banali, verticalizzando pochissimo e mai in maniera pericolosa. A volte gli daranno pure la fascia ma non ha la personalità per essere il capitano del Milan.

Muntari 5- Poco più di un tempo a far legna in mezzo al campo, poi lascia il posto ad Honda per l’assalto finale. Ogni volta che ha il pallone tra i piedi non sa che farne.

Honda (dal 51′) 5- Entra per suonare la carica. Ma non lascia il segno. Era partito con un Milan, in teoria, competitivo dopo la partita con la Roma, ritrova 9.000 persone a San Siro e la paura della palla. Non fa nulla per dare una scossa. Un paio di mezze conclusioni e qualche tentativo di combinazione palla a terra non bastano.

Poli 5- Come Muntari, solo che prova ad inserirsi un po’ di più ed infatti crea un mezzo pericolo nel primo tempo. Poi più nulla.

Van Ginkel (dal 79′) S.V.

Menez 4,5- Anche lui nel primo tempo passa indietro ad Abbiati mandando in porta Keita. Fortunato che il portiere è bravissimo nell’uscire tempestivamente. Comunque non ce la fa ad essere un minimo costante. Sabato scorso era stato il più concreto, cinico ed uno dei pochissimi a salvarsi. Oggi ritorna ad essere quello egoista che non gioca mai il pallone e cerca in maniera stucchevole la giocata personale. Nel primo tempo ha un’occasione sulla quale non tira perché fa un dribbling di troppo. Irritante.

Pazzini 5,5- Se non si fosse aggiustato il pallone con la mano avrebbe fatto un gran gol. Partita di sacrificio e tanto lavoro sporco. L’assenza di gioco del Milan non lo favorisce perché è difficile procurarsi palloni giocabili e quindi creare occasioni da gol. Punta vera da area di rigore che quest’anno sta ancora aspettando mezzo pallone buono, di solito però l’attaccante del Milan il gol se lo sa inventare. E a lui questo non si può chiedere.

Cerci 5,5- Il miglior Cerci visto fino adesso. Il che è tutto dire. Qualche spunto cercando sempre di inventare qualcosa con il sinistro. Dal cilindro però non esce nulla, se non una conclusione in porta troppo centrale nel primo tempo. Segna in fuorigioco.

All. Inzaghi 4- Bisognerebbe ripetere le stesse cose di sabato scorso. Solo che stavolta la sua squadra è in superiorità numerica per tutto il secondo tempo, dove l’azione più pericolosa la creano gli altri cogliendo il palo. Un Milan impaurito nel primo tempo, a trazione anteriore e confuso nel secondo. Quello che preoccupa è la fatica disarmante con cui i rossoneri provino ad inventare una mezza trama offensiva che sia pericolosa. Per non parlare delle insicurezze del reparto arretrato. Una squadra fragile sotto ogni punto di vista. La società ha colpe maggiori delle sue ma la situazione, oltre che essere preoccupante, è oggettivamente vergognosa.

LAZIO

Berisha 6- Le conclusioni verso la sua porta non sono certo irresistibili. Attento.

Konko 6- Tutto sommato diligente da terzino destro prima e sinistro poi, quando entra Basta nella ripresa. Non commette errori.

Pereirinha (dal 83′) S.V.

Mauricio 6,5- Interessante nuovo acquisto proveniente dallo Sporting Lisbona. Classe 88, difensore centrale di razza, alza un muro ogni volta che Menez cerca di saltarlo. Ottima prestanza fisica anche nel gioco aereo. Sembra davvero essere un colpo azzeccato. Si fa male in uno scontro con Berisha.

Basta (dal 54′) 6- Subentra a Mauricio e si piazza a destra. Partita ordinata senza particolari sbavature.

Cana 5- L’espulsione per doppia ammonizione è severa. Ma l’ingenuità nel commettere due falli uguali, da dietro, nel giro di pochi minuti gli costa l’insufficienza. Lascia la squadra in dieci per tutta la ripresa ma ciò, per sua fortuna, non pregiudica la vittoria finale.

Radu 6- Parte terzino sinistro, poi va in mezzo al posto di Mauricio quando entra Basta. Onora la fascia da capitano.

Cataldi 6- Un po’ meno bene rispetto a sabato perché si trova un po’ più fuori dal gioco. Porta comunque il suo apporto con un po’ di quantità, a differenza dello scorso fine settimana dove ci aveva messo pure la qualità. Esce nella ripresa per esigenze tattiche dopo l’espulsione di Cana.

Novaretti (dal 46′) 6,5- La chiusura sul traversone rasoterra di Abate nella ripresa è fenomenale. Pioli lo butta nella mischia perché manca un centrale, lui si fa trovare più che pronto.

Biglia 7- Il migliore dei suoi. Non solo per il rigore trasformato. Dispensa palloni a più non posso ed è il centro della manovra laziale che opprime il Milan per tutta la prima mezz’ora. Poi è ovunque a dare una mano quando i suoi si ritrovano in inferiorità numerica.

Onazi 6- Partita di quantità che stoppa spesso e volentieri le confuse, impaurite e sterili trame rossonere. Sfiora anche il gol nel finale.

Parolo 6- Dopo la doppietta di Sabato è meno tarantolato. Pioli lo schiera più avanzato a destra nel tridente d’attacco. L’impressione è che in quella zona del campo renda un po’ meno.

Klose 6,5- Partita da combattente. Il voto sarebbe più alto se non fosse per quell’errore sullo sciagurato retropassaggio di Abate. Campione che a 37 anni suonati si sacrifica per 90 minuti.

Keita 6,5- Un primo tempo anonimo dove non riesce a sfruttare un regalo suicida di Menez, facendosi anticipare da Abbiati. Ottima ripresa dove lo si vede spesso accelerare, lottare su ogni pallone e mettersi al servizio della squadra. Prende in pieno anche il palo. Questa stagione è stato un po’ chiuso da Felipe Anderson e da Mauri schierato più in avanti. Ma le qualità le ha e ce le ha fatte vedere la scorsa stagione, oltre che in questa partita. Ah, è un classe 95.

All. Pioli 7- Biancocelesti padroni del gioco per una buona mezz’ora nel primo tempo e vanno in vantaggio giustamente. Poi le cose si complicano perché il Milan riesce ad alzare un po’ il baricentro e per l’espulsione di Cana. La squadra però non si scompone e lui la sistema bene con i cambi. I suoi sanno pungere in contropiede anche in 10, tanto da sfiorare lo 0-2 più di quanto i rossoneri sfiorino il pareggio. La sua Lazio è una delle realtà più belle della Serie A.

Arbitro Rocchi 5,5- Vede bene il mani di Albertazzi e decreta il rigore senza sbagliare. Troppo severo però sull’espulsione di Cana, il quale commette due falli irruenti da dietro, ma senza cattiveria. La sensazione è che fossero contrasti di gioco e che la somma dei due potesse sfociare in un solo semplice cartellino giallo. L’episodio cambia la partita ma non il risultato.

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