Milan: segnali dal futuro

Fabio Conte

La settimana scorsa è stata presentata dall’a.d. Barbara Berlusconi  la nuova sede del  A.C.Milan come lo chiamano nel mondo, il nostro caro vecchio Milan come amiamo chiamarlo noi.

Sono entusiasta dalle novità di Casa Milan. Tanto spazio in più (d’altra parte la bacheca è ampia e ragguardevole), in una zona futuribile della città. Su quella che era la vecchia fiera Campionaria, è nato un nuovo quartiere, il “Portello”, nome mutuato dalle precedenti manifatture dell’Alfa Romeo. Qui una vitale generazione di architetti dà nuova linfa alla storia progettistica milanese, famosa nel mondo. Il caso vuole, il fato forse, che a cavallo della presentazione della sede ci siano state delle partite vincenti che, pur in un’annata difficile, racchiudono lo spirito del Milan. Firenze, il Chievo a San Siro e il Genoa sono state l’emblema di quello che vogliamo ritrovare. Con la Viola, dopo gli attriti dell’anno scorso partita che si annunciava difficile, per molti impossibile, ecco una prestazione pulita, di personalità. In casa coi veronesi, grazie anche al non eccelso avversario, una prova convincente e anche celebrativa della storia e della qualità di una bandiera come Kakà, ed infine in trasferta a Genova,  una partita di carattere, di sofferenza ma comunque vittoriosa.

Quella di Marassi potrà essere forse, lo spartiacque della gestione Seedorf per il gruppo su cui conta, che lui cerca. E così come la sede già bella e futuribile è ancora attorniata da opere e cantieri, incompiuta ma con una visione propositiva e positiva, la squadra sta lavorando per trovare la strada che porta al futuro con concretezza ma seguendo la filosofia estetica del bel gioco. Il Portello, tanti anni fa, faceva nascere auto che stupivano il mondo per prestazioni e bellezza: domani se la società investirà almeno un po’ come nel passato, se troverà sinergie  globali, se saranno cercati e tenuti giovani di valore e carattere, se ci sarà una “guida” decisa ma accorta, si tornerà a sorprendere il mondo,  a sfrecciare tra coppe e scudetti e la piazza, l’enorme piazza sotto la sede, si potrà riempire di bandiere e cori, dei colori che esaltano Milano. E i nostalgici non si preoccupino: ci saranno abbastanza tifosi e vessilli per colorare anche Piazza Duomo.

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