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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: la mancanza di gioco scoraggia
Non serve fantasticare e men che meno immaginare quel che potrebbe essere e che invece non c’è.
Il Milan è un’anima in pena; per dirla pirandellianamente, “è in cerca d’autore…”. Si pensava che dopo la gara sudamericana con i messicani del Chivas – l’ultima di un poker oltreoceano che ha evidenziato più ombre che luci -, tante cose sarebbero cambiate, invece è bastata una trasferta nel ritrovato, ammiccante e generoso Vecchio Continente, in Spagna, a Valencia, per tornare indietro nel tempo e rivedere spettri che parevano ormai sopiti, messi in un angolo a poltrire in soffitta.
Sconfitta contro i “pipistrelli” a parte – che ci può anche stare, al Mestalla -, quel che avvilisce, scoraggia e che è difficile da spiegare, è la mancanza di gioco, di coesione fra i reparti, di movimento in campo ma soprattutto l’inutilità di certi giocatori del tutto impersonali, improduttivi, di fatto, impresentabili. Insomma, quello di Filippo Inzaghi, mestierante-neofita, è un Milan da barzelletta, ridicolo nell’incedere ma ciò che è peggio, ridicolizzato da avversari e fautori di un gioco-spettacolo al momento solo sulla carta, inesistente nei fatti. D’accordo, non era il Milan che in molti s’aspettavano ma neppure quel “cantiere aperto e sempre in funzione” che invece è anche causa la defezione di alcuni elementi essenziali, ma arrivare a due sole settimane dall’inizio del campionato senza avere la benché minima idea di come mettere in campo la squadre pare, in chiave meramente futuribile, un suicidio annunciato.
Ma qui, diciamolo (e senza alcun timore reverenziale), le colpe di una società allo sbando e priva di un filo conduttore che ne indichi la via, sono del tutto evidenti. Chiacchiere tante mentre i fatti stanno a zero. Così, lo diciamo da tempo ma lo ripeteremo all’infinito (perché noi sì, vogliamo bene al “nostro” Milan) non si va da nessuna parte…! E’ perfettamente inutile far finta di voler mettere le mani su questo o quel giocatore costoso e di talento, quando le risorse finanziare sono praticamente al lumicino virtualmente azzerate; decisamente fuori luogo, poi, è il voler “necessariamente” gettare fumo negli occhi dei tifosi – che ormai, però, hanno capito con chi hanno a che fare e non si fanno più prendere in giro – illudendoli che questo gruppo, che questo collettivo rossonero è di gran lunga meglio di come lo si vuol dipingere e che, quindi, lotterà per traguardi importanti. Sciocchezze, paccottiglie verbali, minuzie da ciarlatani, inezie da saltimbanchi… Al Milan non servono clown ma dirigenti illuminati. Basta, lasciateci in pace, mostrateci almeno un pizzico di rispetto!
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