Milan, c’è ancora molto da fare!

Elio Arienti 2

C’è ancora tanto da fare anche se non si hanno – in apparenza – ancora bene le idee chiare su come farlo… C’è da rimediare ad una stagione, quella appena terminata, che ha lasciato – e non poco – l’amaro in bocca a tutti, tifosi in primis…

C’è da ricollocare, il Milan, in un ambito assai più preciso e consono al blasone e al palmares – assai sbiaditi – di una società che pare aver perso smalto e ambizioni… Insomma c’è molto da fare, l’abbiamo appena detto, e quindi imperativo è non mollare, non lasciarsi sopraffare dallo sconforto, dall’inedia ma, invece, ritrovare quel mordente, quella vitalità che sono l’anima, il cuore, la vita sia del nostro presente che del nostro futuro.

Diciamo dunque basta alle delusioni perchè la nostra Storia è il nostro orgoglio; ritiriamo fuori la testa dalla sabbia e risaliamo, con lo sguardo dritto e penetrante, la china, torniamo ad essere… il Milan. Okey, non ci sono quattrini e dunque non possiamo essere competitivi al pari delle altre grandi del nostro campionato e men che meno dell’Europa, cerchiamo allora di compensare questo nostro momentaneo (speriamo!) handicap con la serenità che in queste occasioni è d’obbligo rimboccandoci le maniche senza “se” e senza “ma”. E se non ci possiamo più permettere quei giocatori in grado di fare la differenza, di portarci oltre l’ostacolo facendo guadagnare al vessillo rossonero nuova stima e consenso, vabbè, amen… Vuol dire che saremo costretti a fare di necessità virtù e spendere un po’ più di tempo per tornare grandi, vincenti e… belli come il sole!

Però, davvero, non serve piangerci addosso. Il nuovo orizzonte è tracciato, la via delineata, serve seguirla possibilmente senza sbandare. D’accordo, non basta una bella sede, magari uno stadio di proprietà per guardare avanti senza ripensamenti, serve soprattutto una squadra in grado di rinverdire il fasti del Milan superstar e rinnovare una “sala trofei” che langue, si strugge, s’infiacchisce nell’attesa, per ora vana, di nuovi allori. L’imput, forte e coraggioso, da uno “sguardo al passato” ad un “ritorno al futuro” lo hanno dato il giorno del raduno le migliaia di supporter che hanno gremito la piazza antitestante Casa Milan; ora tocca a Montolivo e soci prendere per mano quegli stessi tifosi e non deluderli.

Il compito è gravoso, non c’è dubbio e loro stessi ne sono coscienti, ma non lo si può impunemente ignorare o addirittura tradire così come la società non può esimersi – pur con tutte le difficoltà del momento – di mettere a disposizione di Pippo Inzaghi la sua competenza e un team di giocatori deciso e voglioso. Manca la “stella”? Beh, pazienza… Vuol dire che sarà il gruppo a reggere le sorti di un Milan che si sta pian piano ristrutturando e rigenerando. Un Milan che ha voglia di tornare al proscenio, protagonista – e non solo comparsa – in un torneo dal quale prendere l’abbivio per ulteriori nuove, ambiziose e succulente esibizioni all’iridescente sole d’Europa.

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