-
EDITORIALE DEL GIORNO
Per fortuna non sono nato zebrato!
Posso dire di ritenermi fortunato per non essere nato “zebrato”, per non dover essere sempre additato al pubblico ludibrio ogniqualvolta – raramente, molto raramente – la mia squadra (il Milan) avesse commesso – cosa sempre possibile, perché non ammetterlo – qualche “sconcezza” calcistica o rimediato (con aiutino o senza, poco importa) qualche piccolo, insignificante furterello.
Si, sono davvero fortunato… Che pena sarebbe stata per me e per il mio innato ego, se invece, sin da bambino ancora incosciente e privo di “intelletto pedatorio” avessi riconosciuto nella Vecchia Signora il mio punto di riferimento, la mia stella polare da perseguire in questo mondo di truffaldini e mentitori. Un dramma, una tragedia…
Invece, per mia fortuna, come già detto sono nato milanista (mio padre, pace all’anima sua, interistissimo, senza macchia e senza paura, mi apostrofava dicendomi che al mio arrivo su questa terra, gli occhi mi brillavano di rosso e nero) e pur dovendomi, ogni tanto, rintanare in qualche angusto anfratto per defilarmi da verbali provocazioni, vado in giro per le strade del mondo assolutamente e disinvoltamente a testa alta. Il Milan – il mio amato Milan – praticamente mai mi ha fatto vergognare e “pagare dazio” per aver rubacchiato qua e la in modo sistematico e con pruriginosa, certosina puntualità, anzi… Sono infatti ben di più le volte che ci è stato fatto torto rispetto a quelle in cui noi, rossoneri, avremmo dovuto essere risarciti per altrui “malversazioni”.
Pensate, dunque, come mi sarei dovuto sentire io se dopo anni di malefatte, ancora una volta mi avessero “messo nel mirino”, indicato come… infausto rubentino. Da una vita, ve l’assicuro (e capisco gli “juventini veri”, quelli che ancora credono in un calcio pulito e privo di favoritismi) non sarei più uscito di casa o, altrimenti, mi sarei aggirato furtivamente per vicoli assai poco luminescenti, col bavero alzato e con il cappello (che personalmente odio in modo viscerale) calato sul viso per non rischiare di essere riconosciuto. Non lo avrei sopportato. E’ davvero brutto sentirsi gli occhi della gente e il dito accusatore puntati addosso. Invece, lor signori (i bianconeri “retro” beceri e con cafonaggine incorporata), se la suonano e se la cantano beatamente fregandosene, senza alcun ritegno, di quel che la gente dice di loro. Meglio apparire che… essere; meglio quindi, seguendo questa logica, vincere con scaltrezza che vincere con fierezza. E allora meglio, decisamente meglio avere… il Milan nel cuore!
RIPRODUZIONE RISERVATA
1,121 Visite totali, nessuna visita odierna





