Il Milan è tornato!

Elio Arienti 2

Ciao ciao, siamo qui. Vi eravate, per caso, scordati di noi? Peccato mortale, perché il Milan c’è ed è più vivo e in salute che mai. E a dimostrarlo è il terzo successo consecutivo, mai accaduto quest’anno…

Certo, non tutto ancora funziona perfettamente, ci sono molte, tante, troppe manchevolezze da limare, sia nel gioco che nella mentalità dei ragazzi di Clarence Seedorf, ma lavorando giorno dopo giorno sui dettagli si potrà giungere ad un punto di imperfezione assai limitato. Insomma, il Milan non è – e lo ha ampiamente dimostrato – quell’accozzaglia di personaggi non in linea con le aspirazioni della società e dei tifosi, ma un gruppo unito e determinato in grado di reagire alle vicissitudini lasciando, lungo il cammino il suo indelebile segno.

Dunque, la via è tracciata e di lì non si può più tornare indietro. L’Europa League ci aspetta, non dobbiamo – e possiamo – snobbarne la competitività. Quello, in attesa di altri e più succosi ancoraggi, è per quest’anno il punto d’approdo. Ed è appunto lì che il Milan è diretto. Con fatica, soffrendo le pene dell’inferno, a volte snaturando il proprio essere (Genoa docet!), si può arrivare dove la volontà e il cuore ci portano. Dobbiamo pertanto essere coscienti della nostra forza, del nostro carisma, del nostro ascendente per continuare ad affascinare chi crede ancora nel rosso e nel nero – i colori del successo – mentre, di riflesso, mettere soggezione nei confronti di coloro che, di volta in volta, intendono affrontarci pensando di sfruttare quell’incognita che fino a ieri era questo Milan e il suo apparentemente appannato blasone.

No, non è così. Il Milan è tornato. Più feroce e consapevole che mai del proprio afflato. La volata di quest’ultima parte di stagione è una continua discesa senza fine con solo lo “scollinamento” rappresentato dalla Roma. Un bel viatico, non c’è che dire, per raggiungere il Continente senza andare a sbattere, senza  distrazioni di sorta. Ora, serve più che mai compattezza perché le prossime due partite – Catania e Livorno, entrambe a San Siro – sono assolutamente da vincere per accorciare ancor di più la classifica prima dell’incontro-scontro con l’undici di Rudy Garcia. Ce la possiamo fare, basta crederci. Il Milan di oggi pare aver ritrovato la sua giusta dimensione di squadra e tenta quindi, doverosamente, di riappropriarsi di quel ruolo che le è stato indebitamente scippato. Se ritroverà l’Europa, avrà ritrovato anche se stesso; se non sarà così, bisognerà necessariamente rivedere molte cose. Ma in quel caso il tempo sarà giocoforza tiranno. E per Kakà e compagni le cose si complicheranno a dismisura.

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