Il Milan è tornato a ridare segni di vita!

Elio Arienti 2

Ehi, ehi, la sapete l’ultima? Il Milan è tornato… O meglio è tornato a ridare segni di vita dopo che a Kakà e compagni è stato rifatto il “tagliando”, non più nell’officina-Allegri (per fortuna!) ma nel laboratorio-Seedorf, una sorta di atelier dove tutto pare virtuale ma dove invece si respira decisamente un’aria diversa, ben più gioiosa, assai meno rarefatta.

Le prime due uscite di collaudo dei rossoneri (con Atletico Madrid in Champions League e Sampdoria in campionato) hanno dato segnali estremamente positivi: il motore “gira” già a buon regime, la vettura è praticamente “a punto”; servono solo pochi, ulteriori esami e poi via verso un finale di stagione che in molti sperano sia da… bonbon, da prelibato cioccolatino a cominciare da domenica, in posticipo, contro Sua Maestà la “Vecchia Signora”, reginetta incontrastata di classifica.

Ma, dicevamo, il Milan c’è. Ed è prontissimo a ribaltare una situazione che lo vede ancora – ma speriamo per poco – in stand by, veleggiare intorno a quella metà classifica che non suscita entusiasmi e che non ha aroma, nessun profumo, alcuna evidente sapidità in grado di sublimare il fine palato dei tifosi milanisti. Basterebbe solo un pizzico di sale per dare gusto ad un piatto che non sarà da chef di grido – come negli anni ‘90 quando dal ristorante “via Turati” a Milano passava la crème del calcio internazionale e dove da quella “cucina” uscivano leccornie e prelibatezze d’ogni genere -, ma che comunque non può essere neppure paragonabile a certe nefandezze calcistico-culinarie dell’ultima gestione. Ora ci sono maggiori certezze, i giocatori (a loro dire…) sanno cosa fare sia in campo che fuori. Insomma il Milan pare aver ritrovato se stesso, la propria identità.

E non ci voleva molto, del resto: bastava riappropriarsi di un po’ di serenità perduta, di convinzione nei propri mezzi, rigenerare quel talento che era stato incredibilmente e inverosimilmente posposto a favore di una ben più accidiosa, indistinta e inutile metamorfosi tecnico-tattica. Dunque, si è nuovamente tornati all’antico rispolverando il tanto bistrattato talento – che al Milan, diciamolo, non è mai venuto meno – al quale, ora più che mai, serve aggrapparsi come un panda al suo albero di eucalipto per tornare competitivi a togliersi, da qui alla fine della stagione, qualche bella e sostanziale soddisfazione. Solo questo, d’accordo, perchè oltre non si può andare avendo fallito tutta la prima parte di campionato. Ma tant’è… Da adesso in avanti si può guardare con fiducia e quella luce in fondo al tunnel non è più un puntino lontano ma è assai ben visibile e s’avvicina sempre più. Per come si erano messe le cose, questo è già un bel passo avanti. Serve continuità, sicurezza e affidabilità. Il resto verrà da solo.

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