Come tornerà il Milan da Doha?

fabio-conte

Per diverse stagioni, quando il Milan ancora vinceva per il mondo, la partita prima di natale spesso capitava che la perdesse, anche per mancanza di concentrazione.

I giocatori avevano già la testa ad esotiche vacanze, caldi ed esclusivi resort, o lunghi spostamenti intercontinentali, magari con famiglia al seguito. Oddio, forse proprio quelli erano i primi segnali di decadenza, ma quegli stessi giocatori erano poi capaci di prestazioni di livello, di alzare trofei al termine della stagione, quindi alla fine, a parte le incazzature di Galliani e dei tifosi paganti, tutto finiva in predicato. Oggi, dopo anni di calvario, la squadra sembra finalmente sulla via della redenzione, e proprio l’ultima partita prima delle feste quest’anno, assume ben altro valore, diventa una tappa decisiva per la stagione e per il futuro. In palio la Super Coppa Italiana, in quel di Doha nel Qatar, trofeo che il Milan non vince dal 2011, l’ultimo che ha alzato, arrivandoci però con maggior merito dopo la conquista dello scudetto. Anche allora si era all’estero, a Pechino, e giocarono contro l’Inter di Gasperini, pensa i corsi, e l’allenatore rossonero era Allegri, pensa i ricorsi. Certamente la partita di venerdì, se si rivelasse positiva per i rossoneri, potrebbe portare sicurezza  e convinzione nelle vene di una squadra giovane ed ambiziosa.

Gli juventini dovrebbero arrivare satolli al banchetto prenatalizio, paghi della qualificazione ai quarti dove tra l’altro pregusteranno un gradevole Porto. In più hanno appena assaporato la dolcezza della ciliegina Roma, che in campionato ha regalato il titolo di campioni d’inverno, già in autunno. Magari regalato è un aggettivo inappropriato visto che i bianconeri hanno dovuto sfoderare una prestazione tosta e gagliarda contro una Lupa seconda con merito, pur a sette lunghezze, il che la racconta lunga sul gap con le altre.  Infatti, la squadra di Allegri baratta un gioco raramente brillante, con una ferocia ed un cinismo che tacita gli esteti, ma fa felici i propri tifosi.  Non sarà quindi sazia la Juve, e sarà appagata solo dalla vittoria, così la pensa la società, così dichiarano i giocatori, sottolineando ancora la millimetrica svista della partita d’andata, come non ci fosse stata una buona prestazione del Milan, come non dovessero mai avere una flessione com’era allora, come se altre macroscopiche sviste non avessero mai influito su campionati, non su partite. Questo forse sarà la prima cosa da rubare agli juventini: l’eterna insoddisfazione, l’incazzatura ad ogni sconfitta, addirittura a certi pareggi, quasi le dovesse vincere tutte per diritto acquisito. Sgretolare queste convinzione e farle proprie sarebbe il passo di crescita decisivo per il Milan.

Non  pare però essere un momento felicissimo per la società. Il disguido, e la sfortuna del guasto dell’aereo che doveva portare il Milan a Doha, che ha scatenato le ire di Galliani e divertenti ironie sui social. Le battute, datate e d’avanspettacolo, che imbarazzano tutti tranne Berlusconi che le racconta ai suoi decrepiti accoliti. Il gruppo di riferimento sotto un irriverente e preoccupante attacco finanziario. Un’assenza dal mercato che non stupisce più, se non, per renderla un po’ più complicata, per la gestione bicefala, dei pochi affari che si sfiorano, e che dovrebbero essere almeno chiusi rapidamente.

Ma alla fine, per fortuna, abbiamo anche il comunicato che svela i nomi (sic) dei – probabili, non ancora definitivi, s’intende –finanziatori della SES che sta, starebbe, comprando il Milan a rate. Anche dando massima e generosa fiducia alla lista pubblicata, si sarebbe di fronte ad un gruppo di fondi, holding, assicurazioni e banche, diverse banche della provincia cinese. Poco di nuovo, diversi nomi già fatti.

Mi devono però, ancora convincere che da un’eterogenea brigata del genere, si riesca a partorire una linea comune, di progettazione e di crescita, e che tenga botta compatta ad eventuali momenti di difficoltà sportiva, societaria o economica, nel calcio, o nella sconosciuta, nascente finanza cinese, quando in due, qua, non riescono a prendere un giocatore dall’Ascoli, o rinnovare i contratti a giocatori che stanno facendo bene. Sarà, ma mi par strano, sia una cosa che l’altra.

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