Lazio, Minala: ”In Italia grazie al… Milan”

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Il baby laziale: “Sono qua grazie allo Stato italiano che mi ha portato in una comunità: così è nata la mia carriera. Io più vecchio dei miei 17 anni? Sono nato in Camerun il 24 agosto 1996, controllate pure. Mi avevano promesso un provino al Milan, poi però non ho avuto più notizie di quella persona che mi ha lasciato da solo alla stazione Termini”.

Ha 17 anni, una storia durissima alle spalle e sta vivendo momenti che metterebbero k.o. un toro: Joseph Marie Minala è salito sotto i riflettori per la sua struttura fisica, all’apparenza lontana da quella di un 17enne. E per questo su di lui si è scatenato il web con ironia e battute anche pesantissime. Il baby, grande protagonista della Lazio Primavera, non ha battuto ciglio: protagonista di questa stagione coi ragazzi di Simone Inzaghi, Minala sta offrendo prestazioni da urlo a ripetizione finendo anche col debuttare in Serie A (è il più giovane impiegato in A quest’anno): senza fronzoli e tanta sostanza, incurante delle voci. I documenti parlano chiaro: il 24 agosto compirà 18 anni. Epperò le voci restano. Il ragazzo dopo tanto silenzio è uscito allo scoperto e si è confessato a Sky.

ABBANDONATO IN STAZIONE — Dice Minala: “Sono camerunese e sono nato il 24 agosto 1996, chi di dovere può fare tutti gli accertamenti che vuole. Mi avevano promesso un provino al Milan, poi però non ho avuto più notizie di quella persona che mi ha lasciato da solo alla stazione Termini senza più telefonarmi. Oggi sono qua grazie allo Stato italiano che mi ha dato la possibilità di restare nel vostro Paese. Mi hanno portato all’ospedale, mi hanno visitato e poi mi hanno portato in una comunità. Credevo che mi avrebbero fatto tornare in Camerun. Invece ho fatto diversi provini. Anche col Napoli e con la Roma: avevo firmato un precontratto con Bruno Conti, poi è saltato tutto, non so perché. Poi la Lazio e sono felice qui”.

ASPETTO MATURO — Minala puntualizza ancora sul suo aspetto maturo: “Credo che noi africani dimostriamo più anni di quelli che abbiamo, ma non c’è dubbio sul fatto che abbiamo gli anni che dichiariamo. Razzismo? Nella comunità dov’ero ho recitato in una commedia dal titolo ‘Io non sono invisibile’. Per fare capire al mondo che, anche se abbiamo un colore di pelle diverso, siamo uguali agli altri. E aggiungo che io non sono mai stato protagonista di episodi di razzismo”.

Fonte: gazzetta.it

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