IL FASCINO DELLA TERZA MAGLIA…L’UNICA NOTA DEGNA DI UN MILAN DOMINATO ALL’OLIMPICO

z_Lucas Biglia

In una domenica dove il divano e la copertina l’hanno fatta da padrona in molte case, il ritorno del campionato poteva essere un toccasana per i nostalgici della serie A dopo gli impegni delle nazionali.

Lazio-Milan rappresentava sicuramente il primo vero banco di prova per la squadra di Montella. I biancocelesti sono senza dubbio una buonissima squadra, poco diversa rispetto a quella della scorsa stagione, allenata da Simone Inzaghi, che sta dimostrando di saper fare il proprio lavoro in maniera egregia.

Da amante delle divise da gioco, non potevo che rimanere affascinato della maglia nera a tinte rosse indossata dal Diavolo. Personalmente la preferisco sia a quella rossonera che a quella bianca. Spesso, nella mia carriera da tifoso, ho apprezzato la “terza maglia” (tranne quella verdeoro di qualche stagione fa pressoché imbarazzante e quella della stagione scorsa ampiamente inguardabile).

Amavo quelle degli anni ’90 nere con sponsor e bordi rossi; non mi dispiaceva quella gialla della stagione 94-95, con i bordi rossi, sponsor nero e tricolore sul petto. Non dimentico neanche le divise rosse con bordi e sponsor nero delle sfortunate stagioni 96-97 e 97-98. Tutti i cuori rossoneri hanno ancora negli occhi quella indossata dalla compagine di Alberto Zaccheroni contro il Perugia nella  partita che consegnò al Milan il suo sedicesimo scudetto. Ricordo con piacere anche quelle dei gloriosi anni “ancelottiani” e della prima stagione di Allegri.

La prova incolore di Bonucci e compagni, incapaci di reagire per larghi tratti della gara davanti ad una convincente Lazio, stonano completamente con quanto decantato sopra; 90 minuti di gioco in cui si sono viste poche azioni con una parvenza di orgoglio. Non accetto il concetto di una rosa nuova che deve ancora conoscersi come giustificazione data da alcuni tifosi, soprattutto dopo una campagna acquisti da più di 250 milioni spesi col fine di costruire una rosa capace di entrare nei primi quattro posti della classifica e tornare dove il Milan deve stare: in Champions League.

Il fascino di quella competizione manca ormai da stagioni; San Siro in festa dopo imprese dei propri beniamini sono ormai ricordi lontani. La sconfitta contro gli uomini di S. Inzaghi non deve assolutamente scoraggiare l’ambiente rossonero, anzi, deve essere preso come input nel lavorare con ancora più fame e più grinta, perché questa squadra le qualità per far bene le ha indubbiamente.

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