Milan-Inter: Anche questa sera è venuto meno il ”Gallo Cedrone”

z_Stephan El Shaarawy_Fernando Torres

Benvenuto Jeremy!  Il Milan torna al proscenio nella serata che… vale una stagione, il Derby, e lo fa con il suo giocatore di maggior talento, l’uomo cui Filippo Inzaghi s’affida quando c’è da regalare emozioni, quando serve il suo estro, la sua fantasia, le sue magie per mettere il “punto esclamativo” su un match assolutamente da vincere.

Peccato però che anche in questa circostanza sia letteralmente venuto meno il Gallo Cedrone, al secolo Sua Maestà “El Nino” – decisamente insufficiente la sua prestazione -, un giocatore d’altri tempi e per altri palcoscenici. E vero che questa era la sua prima stracittadina ma un po’ più di vigore e di qualità oltre alla generosità che mai gli fa difetto, avrebbero decisamente fatto la differenza. Nell’Inter, invece, dell'”effetto-Mancini” non se n’è avvertita traccia anche perché è da troppo poco tempo che il Mancio mancava da San Siro e con questa squadra non poteva certo fare miracoli.

Non è di quelli sperati l’approccio dei rossoneri alla partita costretto a rintanarsi nella propria trequarti e ad attendere l’errore in disimpegno del “cugini” per tentare qualche estemporanea ripartenza. Ma anche l’undici di Roberto Mancini non appare in serata di grazia così la gara va avanti a sprazzi e senza straordinari effetti scenici. A parte, ovviamente, la meravigliosa coreografia dei tifosi sugli spalti che ha letteralmente rapito gli occhi. E’ comunque l’Inter ad avere la prima (ed unica) palla-gol del primo tempo su un clamoroso errore di Muntari che in disimpegno regala la sfera a Icardi che s’invola solissimo in area rossonera ma al momento della battuta viene intercettato da Diego Lopez in disperata uscita. 

Passato il brivido il Milan comincia, seppure timidamente, a farsi vedere dalle parti dell’area avversaria e al 23′ – incredibilmente ma anche inspiegabilmente –  passa in vantaggio con Menez che infila l’esterrefatto Handanovic con un piattone al volo e non da scampo all’estremo nerazzurro. Da qui alla fine della frazione è tutto… tempo sprecato. La ripresa è decisamente più bella e avvincente: l’Inter appare maggiormente aggressiva e desiderosa di raggiungere il risultato di parità, il Milan sembra essere, con rami e foglie, più “avvizzito” ma le radici ancora sono forti ed efficienti. Ma come sempre nelle belle favole c’è un “però”. E il “però”  dell’Inter ha un nome e un cognome ben preciso: Joel Obi. Il ragazzino raccoglie palla – su errato disimpegno di Zapata – al limitare dell’area e con un  diagonale chirurgico infila la palla, con una conclusione a pelo d’erba, tra il palo e la punta delle dita di Diego Lopez vanamente proteso in tuffo.

Il Milan prova a riaccendere le polveri e l’entusiasmo dei suoi tifosi alla mezz’ora con El Shaarawy che, lanciato in verticale da un perfetto “invito” di Menez si proietta dinanzi ad Handanovic ma la sua conclusione scheggia la parte alta della traversa e si perde in curva tra i tifosi disperati e arrabbiati. Risponde l’Inter con Icardi che però non trova la porta ma solo un pizzico di sfortuna. Si va verso la fine con tanta buona volontà ma con le idee appannate. E’ comunque il Milan a spingere maggiormente sull’acceleratore e con  l’ingresso in campo di Honda si getta disperatamente dalle parti di Handanovic, si crea un paio di buone opportunità ma tutto risulta vano. Un pareggio giusto ma sul risultato finale pesa come un macigno l'”orrore” del Faraone. 

RIPRODUZIONE RISERVATA

FOTO ZIMBIO.COM

292 Visite totali, 1 visite odierne

Commenti

commenti