Seedorf ha riportato il Milan in corsa

Paolo Vinci

Era in calendario, ieri sera,un derby cittadino che non si vinceva da tanto, troppo tempo e che questa volta il Milan doveva solo vincere, se voleva mantenere accesa una flebile speranza Europea.

Ed il Milan lo ha vinto!

E bene.

I tifosi Rossoneri hanno compreso ancora una volta il frangente della squadra ed erano tutti allo stadio, finalmente stracolmo come (quasi) mai quest’anno.

Il Milan ha prevalso, a distanza di oltre mille giorni, in un derby meneghino in campionato.

Non accadeva dal lontano 2 aprile 2011 ed all’epoca, Mister Seedorf era in campo ad impreziosire, con la sua classe, la doppietta di Pato e compagni in un 3 a 0 che schiuse alla squadra di Allegri le porte del 18° titolo.

Altri tempi!

Per obiettività, analizzando la partita, occorre rilevare che quello del posticipo di eri sera è stato un derby non eccezionale, non una grande partita, che  solo il Milan, a differenza dell’Inter, ha voluto e saputo vivacizzare e che, appunto, ha cercato di vincere.

La squadra di Mazzarri, infatti, è stata evanescente, impalpabile, mai “dentro la gara”, mai pericolosa. Al termine dell’incontro non ha confezionato un solo tiro in porta!

Poca cosa se si vuole portare a casa un risultato positivo.

Vittoria con merito, quindi, dei Rossoneri, che restano in corsa per l’Europa, anche se i risultati delle dirette concorrenti non sono stati quelli auspicati (vittorie di Parma e Torino, proprio nel 65° anniversario della struggente tragedia di Superga).

Mancano 180° minuti al termine del campionato e tutto può ancora accadere in chiave Europa League, come del resto in zona retrocessione, mentre il titolo, il trentesimo ufficiale, va alla Juventus, che lo ha strameritato raggiungendo un punteggio record e gli stessi tre posti per la competizione regina d’Europa sono sostanzialmente assegnati.

Nonostante tutto, a Seedorf va dato atto di aver riportato il Milan in corsa per un traguardo Europeo grazie ad una striscia di sei vittorie in sette partite ed al termine di una stagione oggettivamente non felice.

Comunque vada a finire la stagione, questo merito gli deve essere riconosciuto.

I problemi societari e tecnici della rosa rimangono tutti e vanno sceverati, affrontati e risolti, in chiave di mercato. Compreso quello della conduzione della squadra per la prossima stagione. Con Seedorf o senza Seedorf.

Intanto, prendiamoci questo “viatico” interessante e “pruriginoso” di una meritatissima vittoria nel derby.

Seedorf ha “compreso” che non poteva prescindere,in questo caso, se voleva presentare una squadra combattiva ed in grado di fare bene “le due fasi” e di non farsi sovrastare a centrocampo, da un giocatore universale come Poli e, anche se solo nel finale, di un terminale avanzato come Pazzini che, sportellando su ogni pallone, è stato utilissimo a fari risalire la squadra, pur non rinunciando a quel suo ruolo ontologico di rapace dell’area di rigore e sfiorando il secondo gol, giustamente annullato da un ottimo Bergonzi per evidente posizione di fuorigioco.

Proprio in tema di schema di gioco, si è visto per la prima volta un Seedorf più flessibile e disponibile al dialogo, tanto da evidenziare che il “rombo” presentato sul rettangolo è una sua scelta, pur nella consapevolezza che è quella desiderata da Silvio Berlusconi.

Intelligentibus pauca…

Fino al derby, Seedorf aveva “messo letteralmente da parte, non solo a causa degli infortuni, veri e propri ottimi giocatori, come Abbate, De Sciglio, Poli, Pazzini”.

Vista la formazione e lo schieramento di ieri sera, c’è da chiedersi se incominci, o meno, a ripensare alla “cosa”?

Che si sia posto il dubbio di aver fin qui sbagliato?

La vittoria di ieri va, in effetti, in controtendenza con le sue scelte e con il suo passato, sebbene giovane, di allenatore. Che necessariamente, per progredire, deve andare incontro a fisiologici errori ed umane ubbie.

Alla condizione che non si perseveri per i primi e si risolvano le seconde.

Vedremo in queste ultime due giornate come si determinerà, informando così questo bollente ed affascinante finale di campionato. Che, per il Milan, dipende anche – e non solo – dalle sue scelte tecniche.

E, purtroppo, al tempo stesso, dai risultati delle altre compagini.

Vedremo cosa accadrà.

Buona fortuna, in ogni caso, Vecchio Grande Cuore Rossonero.

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