Milan, l’Europa ti chiama!

Elio Arienti 2

E’ l’ultima spiaggia, l’ultimo appuntamento – almeno per questa stagione – con la Storia. L’Europa ci chiama, tocca a noi…! E’ il nostro momento, la nostra serata, quella del dentro o fuori.

E’ la serata (magica!) del Milan, quella che non puoi fallire, quella che devi a tutti i costi far tua per rivitalizzare una stagione disgraziata e riguadagnare fiducia e autostima. E’ la serata dei grandi protagonisti, dei prim’attori, di chi vuol essere assolutamente al centro dell’attenzione e non solo una comparsa, un comprimario sul palcoscenico dell’Europa che conta. E anche stavolta, come tante altre, il Milan c’è e risponderà “presente”, sempre e comunque… Si giocherà al Vicente Calderon, uno stadio di grandi tradizioni ma che non può – e non deve – far paura ad una squadra, quella che Clarence Seedorf ha restituito a nuova vita, vogliosa e determinata a mettere, ancora una volta, in mostra il suo lato migliore e nel contempo rinverdire quello splendore che le è consono. Sarà, infatti, nuovamente il Milan a rappresentare il nostro calcio in Champions League. E chi sennò? Nessun altro. Al solito…

Non sarà comunque un Milan trascendentale, d’accordo, ma in grado di far pur sempre paura. Al punto che, non pochi giocatori dell’Atletico Madrid hanno espresso, nelle ultime ore, timori che all’apparenza potrebbero risultare infondati. Non si fidano, loro primi in classifica nella Liga, di un collettivo che veleggia, ormai da tempo, tra alti e bassi incomprensibili, fuori da tutto e con poche possibilità di togliersi, almeno nell’immediato, soddisfazioni importanti. Ma il Milan ci ha però spesso abituato a stupirci, a riguadagnare con spavalderia, credibilità e autorevolezza. Sarà così anche stavolta? Beh, auguriamocelo di vero cuore. Del resto, tutta la banda-Seedorf ci crede, vuole l’impresa. E per superare il turno in terra di Spagna, serve proprio un’opera d’alta ingegneria calcistica, una impresa d’altri tempi. Ma il Milan europeo ha, nel suo sangue reale, proprio questo tipo di Dna e dunque non dobbiamo per nulla sorprenderci se anche stavolta i rossoneri dovessero davvero mettere in campo il proprio blasone e il carisma di cui Kakà e soci vanno giustamente fieri, per rimediare l’ennesima straordinaria performance e accedere ai quarti di finale. Che bello, sarebbe!

Ma non sarà facile, lo abbiamo detto in mille modi e in mille maniere. Non sarà certo una “passeggiata di salute”, tutt’altro. Quel passaggio del turno, se ci sarà, dovremo guadagnarcelo con il collettivo ma anche e soprattutto con il talento, l’abilità e l’intelligenza dei singoli, di chi è in grado di proporre calcio e fare la differenza. Senza però prestare il fianco alle velenose ripartenze dei colchoneros guardandoci inoltre dal gioco spesso rude e scorretto cui i rossoneri verranno loro malgrado sottoposti. Non si dovrà dunque perdere la testa, e reagire scriteriatamente alle provocazioni. Facciamo la nostra partita e vedremo chi alla fine avrà avuto ragione. E allora dai, pronti allo scontro senza reticenze. Il Milan, giocoforza, sarà costretto a condurre la danza sperando che la davanti qualcuno finalmente si svegli, estragga dal cilindro quel killer-instinct finora rimasto in naftalina e cominci a mettere qualche pallone in fondo alla rete. Se così sarà per il “Cholo” Simeone e i suoi ragazzi terribili quella di stasera potrebbe diventare una partita da incubo; in caso contrario, si dovrà fare di necessità virtù e guardare al futuro con altri occhi. Forza, Vecchio Diavolo, facci sognare ancora una volta…

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