Uno stile da rispolverare e un Presidente da non farsi scappare

Benetazzo

Allontanare la confusione, vincere qualche partita delle dieci rimanenti e gettare solide basi per costruire un futuro di primo livello, alla pari degli splendidi anni passati, senza dimenticare che la maggior parte dei successi sono arrivati con il Presidente Berlusconi alla guida dei rossoneri.

Quest’ultima stagione al Milan si è creata troppa confusione nei ruoli, nelle responsabilità, nell’immagine, nel mercato, nella comunicazione di strategie e obiettivi verso i tifosi, un aspetto che mai – a memoria d’uomo – i rossoneri avevano mostrato all’esterno, fin da quel 1986 in cui Silvio Berlusconi rilevò la società da un aula di tribunale per portarla in cima al Mondo; i troppi giocatori comprati a parametro zero, il rapporto tutt’altro che idilliaco tra Adriano Galliani e Barbara Berlusconi, le dimissioni prima consegnate e successivamente stracciate da parte dell’amministratore delegato, i contatti dapprima avviati e poi congelati – uno su tutti, quello con Paolo Maldini – e alcuni cambiamenti avvenuti nei ruoli dirigenziali hanno creato troppo smarrimento.

Occorre quindi riordinare le idee, mettere nero su bianco quelle che saranno le persone che andranno a ricoprire ruoli delicati ma fondamentali per ricostruire una squadra troppo disomogenea e dare una spolverata a quello stile di cui il Milan è sempre andato fiero, il fiore all’occhiello di società e tifosi, che ha contribuito a farlo diventare il club più all’avanguardia e meglio organizzato sul territorio nazionale e ad alti livelli in ambito internazionale.

L’ultima volontà del Presidente Berlusconi (“Vorrei occuparmi del Milan che in questi tempi, come sapete, ne ha bisogno”),
rilasciata nella giornata di sabato è quindi propedeutica e ben augurante; squadra e società ne hanno bisogno così come i tifosi, nonostante le innumerevoli critiche che ormai da anni gli rivolgono, reo secondo alcuni di non avere più a cuore il Milan, di non avere più tempo, di non voler più spendere; è vero, non ci si coccola sugli allori, non si vince soltanto rinverdendo il passato ma siamo sicuri che il Milan possa vincere tanto quanto fatto in questi anni senza il Presidente o comunque senza la famiglia Berlusconi al comando? Può essere, ma non è così scontato e sicuramente non sarebbe immediato.

In tutto questo, la squadra deve rimanere concentrata fino a fine stagione cercando di vincere qualche partita, a partire dall’impegno contro la Lazio, per costruire il futuro prendendo spunto dal passato ma senza dimenticare il presente.

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