Clarence Seedorf: Esonerato, cacciato, umiliato, vilipeso!

Elio Arienti 2

Esonerato, cacciato, umiliato, vilipeso… Non ci sono più nè aggettivi nè sostantivi per definire in modo appropriato e più che mai congruo quanto di negativo e degradante è stato perpetrato nei confronti di Clarence Seedorf e di quella sua voglia di trasformare un Milan malaticcio e anemico in un team di nuovo al proscenio e sulla bocca di tutti.

Come lo è sempre stato, del resto, per molti anni dell’era berlusconiana mentre oggi, in via Aldo Rossi, si fatica, e non poco, a stare al passo con i tempi. Ma non ne ha avuto la possibilità, il “tulipano nero”, perchè qualcuno, in società – coadiuvato da uno spogliatoio sempre più in fibrillazione -, ha fatto di tutto e forse anche di più, affinchè questa sua seconda avventura (stavolta da allenatore) in rossonero venisse vanificata già sul nascere senza possibilità alcuna di mostrare quel talento che anche da calciatore certo non gli è mai venuto meno.

Ma tant’è… Oramai quel che è fatto è fatto e non si può tornare indietro. Lui, il buon Clarence è fuori “tagliato” da una strana e insana voglia di restaurazione dal profumo romantico e un po’ troppo retrò. Oh, come sarebbe servita, invece, tra quegli uffici, quei corridoi e quei saloni una bella rinfrescata, magari anche leggermente kitsch proprio per non farsi mancare nulla… Invece no, perchè qualche scheletro negli armadi ancora c’è e non v’è modo alcuno di volersene privare. Dunque inutile – e pure dannoso – andare incontro ad un domani con tanto di incognite a scapito di un oggi certo, conosciuto, privo di rischi. E poco importa se quello che si sta delineando, da qui in avanti sotto la guida di un neofita della panchina seppure illustre e amorevolmente coccolato (si, stiamo parlando proprio di Pippo Inzaghi!) è un futuro che potrebbe, nel tempo, presentare un conto talmente salato da non poterlo neppure pagare; l’importante è mantenere lo status quo che significa… cambiare ma senza voltare pagina.

Quindi adieu Clarence, e tanti auguri per il tuo oggi ma pure per quel domani che speriamo possa sorriderti e gratificarti come meriti. Grande persona, grande uomo, grande professionista, chapeau! I tifosi rossoneri – a differenza di una società ingrata e assai poco disposta a compromessi – non ti dimenticheranno certamente, anzi… Loro (la Curva Sud in particolare) non hanno mai considerato il bicchiere se mezzo pieno o mezzo vuoto; loro ti amano a prescindere e ti apprezzano per quel che sei. Niente di più e nulla di meno. Tu sei, e certamente resterai, quel Clarence Seedorf che ha reso il Milan – e una parte non certo insignificante della sua Storia – straordinariamente reale e vincente. Per questo, a differenza dei “gufi” che s’annidano in società, non passerai certo inosservato ma avrai sempre un ruolo di primo piano nei loro cuori. A presto, Clarence!

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