Ci risiamo, ancora il presidentissimo a menare la danza

Elio Arienti 2

Ci risiamo. Ancora il presidentissimo, sempre lui (!) a menare la danza.

Non ha neppure fatto in tempo ad insediarsi, a capire dove la vita lo ha catapultato e con quale ruolo, che, guarda un po’, stranamente, anche Clarence Seedorf (così come Leonardo e Max Allegri prima di lui) è finito nel mirino della critica di un Berlusconi che non riesce proprio a tenere a freno la lingua, del solito “so tutto io” (una peculiarità di famiglia…), di chi, bontà sua – ohi, ohi… – mette i quattrini (ma chi, ditemi, crede ancora a Babbo Natale, agli elfi e alle favole) e ritiene, lecitamente – o illecitamente, poco importa -, di poter pontificare a proprio piacimento, di poter fare e disfare ad uso e consumo del proprio personalissimo credo che non può assolutamente essere messo (mai) in discussione. E allora dai, continuiamo a farci del male. Oggi come sempre, nell’ultimo quinquennio. Ma non era l’olandese, il tecnico (o presunto tale!) cui affidarsi e voluto espressamente dal Boss? Figuriamoci se non lo fosse stato…

Ma via, diamoci un taglio. E poi, cos’è tutta questa inutile presunzione? Che cosa ha messo Lui, il patron, a disposizione del neo-allenatore per poter, ora, dopo poco più di un mese, alle prime vicissitudini, rovesciargli addosso il suo livore, la sua acredine, l’astiosità per un risultato negativo, contro il Napoli al San Paolo, che poteva benissimo essere messo in preventivo? Solo e soltanto giocatori mediocri, parametri zero, prestiti e quant’altro per nulla in grado di fare la differenza. E’ questo il Milan? Beh, speriamo di no, perchè se davvero fosse questo significa che siamo alla frutta, che per la “squadra più titolata al mondo” non c’è presente e men che meno futuro; che il Milan non è più in grado di recitare una parte da protagonista non solo in Europa ma anche nel più ristretto e inadeguato giardinetto di casa propria, il campionato. E quindi che si pretende; di che progetto (ammesso che un progetto ci sia!) fin troppo baldanzosamente si vocifera?

Forse qualcuno si sta facendo semplicemente delle paranoie. Il progetto è soltanto una alienazione, una fissazione, un protocollo mentale senza nulla di concreto. Perchè senza soldi non c’è e non può esserci progetto; perchè senza pecunia si vive solo di illusioni. Quindi guardiamo all’oggi che è decisamente più interessante piuttosto che ad un domani fumoso, con poche certezze. E se c’è una certezza, oggi, è proprio Clarence Seedorf, la sua personalità, la sua professionalità. Con lui è cambiata la mentalità dello spogliatoio, la squadra appare più disinvolta, disinibita, incisiva in chiave offensiva anche se leggermente sbilanciata e sottoposta alle ripartenze avversarie con necessariamente qualche contrarietà, qualche rischio di troppo che, lo sappiamo, è costantemente dietro l’angolo e difficile da evitare… Ma, del resto, il gioco offensivo non è da sempre prerogativa e volontà del presidente? Pertanto perchè “sbavare” contro il proprio allenatore alle prime vicissitudini? Basta, smettiamola, serve umiltà, compattezza, unità d’intenti. Per il Milan. Solo e semplicemente per… il Milan.

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