E’ tornato il principe dei sogni

Z_Clarence Seedorf

Da oggi si torna a sognare? Magari fosse così.

Ma c’è Clarence Seedorf, di ritorno dal Brasile… sì, proprio lui, il “principe dei sogni”! E allora perchè no, perchè non fantasticare, non correre lontani con il pensiero approdando,  determinati ma con garbo, verso altri sospirati lidi apparentemente inaccessibili? Serviva una scossa per ravvivare un ambiente alquanto depresso; dunque eccolo, il “Professore” con personalità, temperamento e forte carattere dare una salutare e stimolante rinfrescata all’aria stantia che si respirava all’interno di Milanello. Insomma dopo tanto tempo si sono nuovamente spalancate le finestre e dai verdi campi antistanti è arrivata, entrando quasi dirompente, una nuova linfa, nuovi stimoli, tanta voglia di tornare a fare le cose con grande serietà. Non che con mister Allegri si sia solo scherzato, niente affatto, ma da un po’ di tempo attorno al gruppo dei rossoneri c’era un’aria grama, pesante, un venticello che soffiava velenoso alle spalle che dava parecchio noia e non lasciava per nulla tranquilli anche quando le cose parevano, in apparenza, girare per il verso giusto. Ora, quel venticello dovrebbe (giusto usare il condizionale) aver mutato rotta ed essersi visibilmente allontanato dalle latitudini varesine. Serve però tenere gli occhi bene aperti perchè, non si sa mai, potrebbe, quella brezza, quel timido refolo prima o poi tornare sui suoi passi, tramutarsi in un fortunale e scaricare la sua iracondia forte e violenta. Ma stavolta troverà, suo malgrado, “Clarence l’Highlander” a fare da insormontabile e inaccessibile baluardo.

Sarà dunque lui, l’uomo da hoc, per ridare credibilità e rinnovato entusiasmo ad una squadra che aveva perso molto del suo mordente e del suo appeal nei confronti dei tifosi e di quell’Europa che da sempre è stata, calcisticamente parlando, il “mondo-Milan”? Una bella domanda alla quale è tutt’altro che facile dare una risposta. Positiva o negativa che sia… Lo “status” del Milan continentale, ultimamente, s’è un poco appannato pur se in questa stagione sono solo Kakà e compagni a tenere alto, ancora una volta, il blasone dell’Italia pallonara nella massima rassegna continentale. Bisogna dunque tornare a recitare da protagonisti su quel palcoscenico perchè questa squadra senza quella “musichetta” – tanto cara ad Adriano Galliani – proprio non sa stare. Ma per tentare di riconquistare le posizioni perdute serve mettersi di buzzo buono, lasciare da parte facezie che col calcio hanno poco o nulla a che fare ma soprattutto dare al neo-mister un paio o tre di giocatori di prospettiva, di carattere e con tanta (anzi molta…), indiscutibile qualità. Perchè di giocatori muscolari da “combattimento”, ne abbiamo davvero fin sopra i capelli. Basta con questa gente che sa solo correre e macinare chilometri; ora bisogna tornare all’antico, a quegli anni d’oro rossoneri dove il talento non era un optional ma la normalità, dove la fantasia e la genialità erano doti essenziali per guardare gli avversari dall’alto in basso.

E allora, bentornato Clarence Seedorf. Te ne sei andato da giocatore, rieccoti da allenatore. Dicci, facci capire, illuminaci su come è possibile trasformare questo Milan da brutto anatroccolo a una bella e incantevole fatina. Anzi, come tu, professore, intendi compiere tale miracolo. Perchè di “miracolo” si tratta, inutile nasconderselo. Però attento, Clarence… Perchè questa società – si dice, si vocifera – non abbia grandi possibilità per intervenire sul mercato, per fare grandi colpi come in altri tempi ci aveva abituato. Toccherà dunque a te, farti sentire, non solo chiedere ma imporre la tua ferrea volontà. Solo così otterrai rispetto e il Milan potrà tornare presto ai vertici, con campioni conclamati e giovani di belle speranze. I tifosi ti aspettano, e aspettano buone nuove per tornare a sorridere e a festeggiare. Un compito arduo ti attende, d’accordo, ma che, ne siamo certi, non mancherai di esaudire. Si può e ci si deve ancora emozionare per il “tuo” e il “nostro” amatissimo Milan. E’ lassù, in cima al mondo, il destino dei rossoneri. Auguri di buon lavoro, col cuore, a cominciare dal Verona. Sperando non sia – ovviamente – l’ennesima “fatal Verona”!

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