Milan: È il tempo dell’avvento di Zlatan?

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Per fortuna si è ricominciato a vincere. Per fortuna e capacità, perché il Milan ha passato gran parte della partita di Parma nella metà campo avversaria, ma sembrava che mancasse ancora qualcosa per ricominciare a rialzare la testa.

Per fortuna la carambola in area che ha favorito Theo Hernandez ha ripagato i rossoneri di tutti quelle deviazioni, tocchi, rimpalli che subiva la palla e che, nonostante la buona prestazione, stava regalando l’ennesimo pareggio, che in tempi di tre punti equivale a una mezza sconfitta. Quindi  la fortuna serve: perché è vero che l’applicazione, la cura dei dettagli e la determinazione fanno sì, come diceva Sacchi, che i rimpalli vengano a proprio favore ma ogni tanto la dea bendata si deve applicare.

A questo proposito anche sta settimana, siamo qui a raccontare dello scarso feeling della suddetta dea con Krzysztof Piatek. Ovviamente ci mette anche del suo, anzi, non ci mette troppa tecnica ma sono sicuro che se ritrovasse un po’ della buona sorte che sembrava avere in abbondanza lo scorso campionato, rientrerebbe in un trend di positività che l’aiuterebbe a venirne fuori. Quando è in campo il polacco corre, pressa, aggredisce facendo un lavoro sporco che comunque favorisce la squadra nel recupero palla. La stessa cosa non si vede quando gli subentra Leao che pare avere superiori qualità tecniche ma che è ancora lontano dall’offrire un apporto sufficiente di grinta e determinazione che la squadra esige in questa rincorsa a una classifica dignitosa. Così capita anche a Krunic e Rebic che non sembrano avere l’atteggiamento giusto, a prescindere dal loro tasso tecnico, quando viene data loro la possibilità di giocare e dare alternative al Mister, consolidando così le gerarchie anche di chi meriterebbe qualche turno di riposo.

Con queste premesse è cominciato il periodo dell’avvento. No, non quello cristiano, o non solo, ma quello del tifoso rossonero che, come un bambino, apre ogni giorno i giornali a mo’ di casellina natalizia per vedere se ci siano notizie sull’arrivo di Zlatan Ibrahimovic per ritornare nel regno del campionato. Sicuramente certe statuine, e qualche pecorella, che si vedono nel Milan potrebbero essere rivitalizzate dal monumento Ibra. Bisogna chiedersi appunto quanti siano disposti a correre per lui se arrivassero due o tre partite difficoltose. In una gara come quella col Parma, dove gran parte del tempo si è giocata nella metà campo avversaria, le giocate dello svedese avrebbero probabilmente permesso di andar prima in gol. Ma quando ci saranno gare più dinamiche forse la stazza e l’età di Ibra potrebbero pesare. Certamente peseranno di più i gol che sicuramente tornerebbe a segnare se rientrasse al Milan, come a quelli che favorirà, perché oltre a essere un campione è un giocatore intelligente, come Bonaventura o Hernandez, giocatori che sanno sempre cosa fare, che sanno stare in campo. E quell’intelligenza che cerca Mr. Pioli, con in più l’esperienza e la voglia di vincere che ha sempre contraddistinto Zlatan. Questo non significa che verrà, anzi è la terza o quarta volta che si parla del suo ritorno ma, forse mai come oggi, potrebbe essere necessario alla causa rossonera. Per arrivare a qualificarsi nelle coppe infatti, c’è bisogno di un miracolo e chi meglio di lui?

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