Milan: l’anno che verrà

Fabio Conte 2

Anno nuovo periodo di consuntivi. Peccato che si sia passato tutto lo scorso anno a tentare di descrivere, approfondire, sviscerare prima il closing, poi gli acquisti, i prestiti, i moduli fino agli esoneri e all’arrivo del nuovo tecnico.

Anno complicato l’ultimo, con poche gioie, tante illusioni spesso infrante, e parecchi dubbi sul futuro. E l’anno che verrà, dovrà dare risposte su più fronti. Il rifinanziamento del debito innanzi tutto: il fondo Highbridge aspetta la decisione rossonera sulla sua offerta, per ora esclusiva. Se non scegliessero il “ponte alto” dovranno cercare altre vie, o almeno altre proposte; comunque qualcosa si dovrà trovare perché pare che il fondo Elliott si voglia sganciare. O come dicono a Casa Milan, è la società rossonera che vuole risolvere il prestito concesso da Paul Singer proprietario di Elliott. Non ripianando il debito, come sembrava fosse possibile quando fu acceso lo scorso anno, viste le difficoltà di uscita di capitali dalla Cina, ma cercando un nuovo finanziamento più comodo per la restituzione del prestito, ma forse non col medesimo prestigio del fondo americano. Cosa da tenere in considerazione visto che lo stesso Fassone dichiarava quest’estate che se fosse andata male, sarebbe diventato proprietario del club il fondo Elliott e, nel qual caso, si pensava avrebbe cercato di valorizzare il brand prima di rimetterlo sul mercato. In ogni caso bisogna ricordare che saldando Singer, si pagano giustamente fior d’interessi, per concederne subito di maggiori visto che si allungheranno i termini di rientro. L’a.d. Fassone e tutti i China friendly, ci spiegano che così fan tutti ma stiamo parlando, qualsiasi ipotesi vada in porto, di tassi annuali che azzererebbero i vantaggi economici dell’ipotetico approdo in Champions, ad esempio. Quindi da una gestione berlusconiana che faceva debiti fisiologici annuali di ottanta- novanta milioni senza comprare nessuno o quasi, si è passati ad una che fa metà passivo solo d’interessi, oltre al mercato e alla gestione. E senza che ancora oggi si abbia la certezza della consistenza societaria, senza dimostrare un improbabile progetto di crescita di ricavi mondiali (leggi in Cina), legando così gli incrementi di valore della società solo ai risultati calcistici, di per sé imponderabili e attualmente poco lusinghieri. Con questi presupposti si è andati ottimisticamente a chiedere il Voluntary Agreement all’Uefa, criticandolo solo poco prima della sentenza. Con altrettanto apparente serenità si cerca di rifinanziare il debito contando di concludere per aprile quando dovrà essere presentato il Settlement Agreement. Forse allora capiremo quale considerazione reale ha la società rossonera a Nyon e soprattutto quali sanzioni potrebbero essere inflitte anche alla luce del debiti del mercato passato.

Se questo è il difficile cammino societario, la sfida tecnica non pare da meno. Il dopo Montella, a proposito in bocca al lupo per il suo approdo al Siviglia, è di Rino Gattuso che gode della fiducia che gli deriva dalla sua storia rossonera e dal suo temperamento gladiatorio che gli è rimasto anche come allenatore. I problemi però ci sono, a partire dalla classifica che vede i rossoneri con un grave ritardo, alla stagione non favorevole con un gruppo di squadre che continuano con un ritmo elevato, fino al valore dei singoli che appare in molti casi sopravalutato. Il tutto per un tecnico con un’esperienza relativa, esordiente in Serie A.

Aggrappiamoci quindi alla sua passionalità e schiettezza, al suo attaccamento ai colori e alla buona stella che l’ha accompagnato nella sua carriera. In fondo mancano solo due gare alla finale di Coppa Italia e i prossimi avversari in Europa League sembrano -dovrebbero essere, speriamo che siano- abbordabili; poi si vedrà. Se si dovesse trovare un equilibrio tattico e tecnico, un po’ di forma e un po’ di risultati positivi che diano fiducia e quindi serenità, forse l’anno nuovo o almeno la fine della stagione, chissà che non regalino qualche sorpresa inaspettata.

Almeno all’inizio dell’anno si può sperare che l’anno che verrà possa essere migliore. In fondo ci vuol poco, visto l’ultimo.

RIPRODUZIONE RISERVATA

6,421 Visite totali, 2 visite odierne

Commenti

commenti