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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: l’ottimismo di Montella, nel limbo del futuro
Grazie al calcio moderno, grazie alla pay tv, ci troviamo oggi una classifica inaspettata.
Va beh, devono giocare tutte le altre, ed essere a un punto dal Napoli e alla pari della Juve è assolutamente velleitario e impreciso; però, per un giorno, essere lì fa vedere il mondo, calcistico, con un nostalgico sorriso. Scherzi e sogni a parte, ci sono un paio di considerazioni che le ultime due prestazioni hanno evidenziato. La squadra sta crescendo, sotto tutti gli aspetti, e pare, a livello di organizzazione e certezze, essere più o meno come era il Milan di Mihajlovic all’inizio del girone di ritorno. Mi pare un bel vantaggio rispetto le scorse stagioni, quando tra ristrutturazioni, riorganizzazioni, tabulae rasae e rifondazioni, a questo punto della stagione, si era sempre in corso d’opera. È il vantaggio di non aver cambiato tanto, è un vantaggio che potrebbe non durare visto che non ci sono grandi novità da inserire, ma è soprattutto un merito dell’allenatore che evidentemente, ha mantenuto quello di buono che ha trovato, inserendo le proprie idee e schemi in maniera equilibrata. Con le vittorie naturalmente, salgono l’autostima e le convinzioni nei propri mezzi che sono le condizioni di lavoro così spesso cercate nel recente passato, ma raramente trovate. Tutto l’ambiente in realtà è timoroso di non trovare la continuità, scottati dalle facili ricadute, di gioco e risultati, a cui ci ha abituato la squadra in questi ultimi anni. E così si vedono ingigantiti i problemi che naturalmente si possono riscontrare ad inizio stagione, come ad esempio, un non adeguato filtro a centrocampo, pause di ritmo, l’assenza fisiologica di forma qualche protagonista, la dipendenza dalle giocate di Niang e dai gol di Bacca. Però, le buone prove di Paletta, Calabria e Suso, l’applicazione di tutti nel muoversi da squadra, fanno ben sperare, come le parate di Donnarumma che, alleato ad un po’ di fortuna da anni assente, ha permesso alle buone giocate di Sampdoria e Lazio di lasciare intonso il cartellino delle reti subite. E si sa, la fortuna non è mai completamente cieca.
“Il limbo è un’ipotesi teologica” ha affermato qualche tempo fa Papa Ratzinger, allontanandolo dai dogmi. Nel limbo, Dante ci metteva le grandi personalità del mondo antico, che non avevano avuto la possibilità della rivelazione cristiana. Però si trovava al primo girone dell’inferno. Il sommo Poeta quindi, lo vedeva come un luogo vicino alle sofferenze del castigo, contiguo a urli, pianti e stridor di denti: non sapere come si andrà finire, effettivamente fa soffrire. Tutti i tifosi rossoneri vogliono conoscere il destino del Milan. E se le note di stampa della società di comunicazioni, Community, indicata per seguire e supportare la Sino-Europe Sport, continua a rassicurare e a porre come meta il “closing” ad una data imprecisa, prima di natale, oggi Bloomberg, importante ed autorevole Agenzia finanziaria, dichiara che un documento presentato per certificare la solidità economica del gruppo acquirente, sarebbe falso. Mica sbagliato, non corretto, ma falso! Le rassicurazioni che disconoscono questo documento, scontate ed immediate, paiono però banali e non approfondite. Anzi non fanno cenno all’unica considerazione che mette qualche dubbio: il fatto, cioè, che questo documento sia dell’aprile scorso, prima quindi che la cordata si scindesse dal duo Galatioto – Gancikoff, per quello di Han e Li Yonghong. Insomma un guazzabuglio finanziario, che tiene in apprensione i meno fiduciosi nel misterioso consorzio, del lontano e sconosciuto mercato cinese. Bloomberg ha da poco confermato che il gruppo esisterebbe e sarebbe intenzionato affettivamente a chiudere l’affare, ma non è completo, cerca altri investitori, anche piccoli azionisti, cosa a mio parere, ancora più preoccupante. Aspettando di scoprire l’arcano, gli incolpevoli tifosi milanisti, come anime di bimbi innocenti, abitano questo limbo tra angosce e speranze, acuite dal raffronto col solido gruppo approdato sull’altra sponda del naviglio.
Aspettiamo e godiamoci almeno, il difficile lavoro di Montella, che supportato il più possibile da una società esperta ma in liquidazione, dubbioso sulla società che verrà, riesce comunque a far crescere la squadra, cercando di riportare vittorie e ottimismo.
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