Questa vittoria può essere un buon viatico in chiave autostima

Paolo Vinci

Cari Tifosi Rossoneri,

in attesa di tempi migliori, sotto tutti i punti di vista, questa vittoria con l’Udinese, maturata nel secondo tempo grazie ad una doppietta di Menez, ora a quota sette gol in campionato, proprio nel momento migliore degli ospiti, può costituire un buon viatico in chiave di autostima prima di approcciare il trittico più difficile dell’anno.

Infatti, in tredici giorni di fuoco, quelli che vanno dal 7 al 20 dicembre, il Milan è chiamato a dare un senso alla sua stagione, a dare una risposta concreta a tutti quegli interrogativi che lo attanagliano, corroborare un’idea, direi un sogno per i suoi tifosi, chiamato “Europa”.

Si inizia in quel di Marassi, affrontando un Genoa arroccato al terzo posto, che passa in scioltezza a Cesena e si candida ad essere la vera sorpresa del campionato, per poi affrontare il Napoli nel posticipo serale di domenica 14 e, udite udite, andare a fare visita alla Roma, sabato 20 dicembre, nell’ultimo turno prenatalizio dell’anno.

Se non è questo un tour de force, quale è?

Il Mister, che oggi non ha sbagliato una sola mossa, specialmente in difesa, ove ha gestito l’emergenza al meglio, ha sempre detto che a Natale, si sarebbe fatto un resoconto reale.

Eccolo servito… dal destino.

Attendiamo, speranzosi, Noi Cuori Rossoneri, quel sabato capitolino.

Al Milan, vi è da dire, mancheranno tecnicamente molte cose: certamente una difesa stabile ed autorevole (in Italia – e non solo – senza una difesa forte e solida non si va da nessuna parte), un centrocampo con almeno un paio di giocatori dai “piedi buoni” che sappiano fare bene le due fasi e soprattutto velocizzare la manovra, ancora estremamente legnosa in fase di impostazione, un centravanti vero che sappia tenere su la squadra ed impegnare, sempre e costantemente, i due difensori centrali avversari. Ma non mancano idee ed entusiasmo, che, a dire il vero, traspare da tutte le parti, a volte anche troppo.

Ora, questo entusiasmo può essere corroborato – sperando che diventi un volano irrefrenabile – dal ritorno, sebbene solo per qualche minuto, di capitan Montolivo, esattamente sei mesi dopo quell’ultimo disgraziato giorno di maggio, l’unico giocatore forse in grado di saper fare velocemente le due fasi e di dare sostanza al centrocampo rossonero. Sostanza che, nel reparto, sarà ancora più esaustiva con l’importante ritorno di De Jong, specialmente ora che, squalificato Essien, espulso da un Valeri impresentabile, che nel primo tempo non aveva visto un gol regolare di Ramì, con la palla che aveva varcato la fatidica linea bianca (non si capisce che ci stiano a fare gli arbitri di linea quando non ne vedono una sola giusta nè intervengono mai!), a centrocampo verrebbe a mancare il centrale naturale dinanzi alla difesa.

E pensare che un certo Pirlo continua a decidere i destini dell’Italia pallonara in via quasi personale ed assoluta, decidendo un derby che forse il Toro,splendidamente messo in campo da Ventura, meritava, dopo vent’anni, di vincere. Quanti rimpianti!!!

Nella seconda parte del secondo tempo ed a risultato acquisito, e’ entrato in campo anche Pazzini, osannato, al pari di Menez, dai Tifosi Rossoneri e vicinissimo al gol in due occasioni. Rivedrei, con certosina attenzione, l’intenzione di cederlo a gennaio. E poi con quel “crepuscolare” Torres forse non sarebbe un’idea peregrina….come quella di richiamare in “redivivo” Matri di queste ultime giornate…

In buona sostanza, la posizione di classifica, ora, dopo la vittoria con l’Udinese, è più che accettabile.

Restasse tale dopo il trittico infernale di fine anno, si potrebbe consolidare …l’”idea” o meglio il sogno. Certamente, si potrebbero ritrovare, per la ripresa del nuovo anno, una ragione concreta per tornare a lottare per traguardi luminosi.

Chi vivrà, vedrà.

Forza Vecchio Cuore Rossonero!

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