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EDITORIALE DEL GIORNO
Di sciabola e fioretto per raggiungere l’Europa e zittire le malelingue
La stagione più nera del millennio si trascina stancamente verso l’epilogo di maggio, quello che ci dirà se il Milan giocherà in Europa per il sedicesimo anno di fila, oppure sarà costretto ad alzare bandiera bianca nonostante il crescendo finale. La terza vittoria di fila ottenuta -seppur con tanta sofferenza- lunedì scorso ha certificato i progressi di una squadra che è divenuta piano piano un gruppo vero, anche se con tangibile ritardo, grazie al lavoro di Seedorf, umilmente calatosi nei panni del curatore non appena ha capito che le sue idee iniziali erano forse troppo rivoluzionarie per una squadra povera di fuoriclasse puri. La crescita passa anche e soprattutto attraverso partite come quella di Marassi, dove si mette da parte il fioretto per stare in trincea, molto più che contro una provinciale che viene in casa tua per limitare i danni. Per ottenere risultati importanti serve non solo il bel gioco, ma anche e soprattutto saper soffrire, insieme, da squadra. Ora tutti si aiutano, ogni reparto sa cosa fare e l’esultanza di tutti i ragazzi al gol di Honda, fin lì un corpo estraneo, è la prova provata che s’inizia a remare tutti dalla stessa parte.
Le due partite casalinghe contro Catania e Livorno sveleranno definitivamente l’obiettivo. Qualora la striscia di vittorie consecutive dovesse salire a cinque, non ci si potrebbe più nascondere, con l’Europa League che da utopia diventerebbe possibilità reale. Su chi fare la corsa? La logica imporrebbe di non fare calcoli, fare più punti possibili da qui alla fine e poi tirare le somme a bocce ferme. Ma analizzando le ultime giornate, l’Inter sembra la squadra messa peggio, anche dal punto di vista del calendario. Nelle prossime tre gare, i nerazzurri affronteranno il duo Sampdoria-Parma in trasferta e il Napoli in casa, prima del derby, da giocare in un Meazza per tre quarti rossonero. Al netto di questo, oltre che delle palesi difficoltà dei cugini, non è inverosimile sperare di chiudere davanti a loro per la quarta volta di fila. Per il resto, difficile fare calcoli, ma come ha detto Galliani ne sapremo di più il sabato di Pasqua, ovvero dopo la gara contro il Livorno.
Mentre i rossoneri cercano di riconquistare autostima in campo, da fuori continuano ad arrivare i ronzii di chi non ha certamente il bene del Milan come prerogativa. Gli attacchi gratuiti di certa stampa verso Seedorf sono ormai sospetti e fanno storcere il naso. Finché i risultati non arrivavano si potevano anche capire e tollerare, ma ora sfiorano il pretestuoso, per non dire altro. Allegri, ad esempio, mai era stato messo alla gogna in questo modo, con accuse gratuite che fanno pensare a qualcosa di personale o premeditato. Fortunatamente il campo sta sentenziando che quelle sono solo maldicenze tirate fuori ad arte. Raggiungere l’Europa quindi, sarebbe importante non solo per il risultato in sé, ma anche per togliersi qualche sassolino contro chi crede di sapere e poter dire tutto.
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