E’ un Milan che non ti aspetti, ma la vecchia signora…

Paolo Vinci

Cari Tifosi Rossoneri,

il Milan che non ti aspetti, tiene in scacco la “Vecchia e fortunatissima Signora” per 70 e passa minuti, la mette alla corde, poi subisce un uno-due tanto banale quanto sfortunato e non si rialza più, a corto, nel finale, di fiato e di energie nervose.

Gioca alla pari con la prima della classe, colpisce tre pali (contro uno), inanella, sul prato verde di casa, buone trame di gioco e corrobora, con questa prestazione, una idea di sopravvivenza per il proprio tecnico.

E, ciò che più conta, tiene a distanza il Sassuolo, che prede clamorosamente in casa con un rinvigorito Genoa.

Il sesto posto è ancora possibile, il pertugio per la piccola Europa ancora in vita, Coppa Italia prescindendo…

A proposito della seconda competizione nazionale, va detto che la partita di sabato con la Juventus, avversario all’Olimpico il prossimo 21 maggio, può, se ben “derubricata”, costituire una pietra miliare sulla quale costruire, specialmente in chiave autostima, un ottimo viatico per non subire complessi di inferiorità, giocandosi la coppa ad armi pari. Quanto meno in partenza ed in chiave di preparazione psicologica all’evento, che, lo ripetiamo, costituisce, per il colori Rossoneri, l’appuntamento dell’anno, forse il più importante dell’ultimo lustro. Visti, specialmente, i recenti magri risultati.

Tutto ciò perché – va detto per onestà intellettuale – la squadra ha reagito, dopo una  settimana di duro ritiro, sotto il profilo psicologico; forse, se alcuni giocatori avessero reso come ci si aspettava, Bacca in primis, staremmo qui a commentare tutt’altro risultato. Quanto meno un pareggio sarebbe stato alla portata ed avrebbe costituito lo “specchio fedele” dell’incontro.

Ora bisogna riflettere e determinarsi verso la meta, che è costituita dall’Europa, meta che si biforca in due opzioni non speculari, ma contemporaneamente percorribili, quali il sesto posto in campionato da difendere con i denti e la finale di Coppa Italia da vincere.

Certo, per una squadra abituata alla competizione Europea principale, sempre in lotta per titoli prestigiosi, la Squadra più titolata al mondo fino a qualche mese fa, potrebbe apparire avvilente doversi giocare questi obiettivi, dover combattere per questi trofei di secondo livello.

Ma così non è!

Ogni storia calcistica ed umana ripropone, come diceva il grande Giovanbattista Vico, i corsi ed i ricorsi storici, che ritornano ciclicamente. Questo è un momento (“corso”) basso, forse uno dei più bassi dell’ultimo trentennio di epopea Berlusconiana.

Viviamolo con la dignità di chi ha saputo stare in vetta al mondo (solo pochi sono gli eletti) e di chi sa gestire anche l’aurea mediocritas.

Non è da tutti.

Solo degli Eletti.

Quali siamo, calcisticamente, noi, Il Popolo Rossonero.

Con la serenità di queste valutazioni approcciamoci a queste ultime sei giornate di campionato ed alla finale di Roma.

Con la “stella cometa” della serenità si possono scalare le montagne più impervie.

Buona settimana a Tutti i Tifosi, Rossoneri e Non.

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