Malissimo la prima: Milan già sconfitto

z_Sinisa Mihajlovic

Questo Milan non finisce di stupire, in negativo però. La prima di campionato del 2016 si chiude con una sconfitta casalinga contro un buon Bologna e così a mezzo passo in avanti ne seguono due all’indietro.

Il Milan aveva l’obbligo di vincere per non interrompere la serie positiva (pur se condita da molti più pareggi che vittorie) e non perdere il treno delle prime e già il pari verso cui la partita sembrava incanalata sarebbe stato un risultato negativo, ma addirittura perdere significa mettere la parola fine al campionato rossonero, con tutte le conseguenze che ciò comporta, soprattutto economiche.

San Siro è al tempo stesso riconoscente verso chi l’ha reso il tempio del calcio, come Donadoni, accolto da applausi, e spietato; ma la selva di fischi che ha subissato tutti al termine dell’incontro è emblematica: la pazienza è finita ed è un segnale da non sottovalutare, coi giocatori che ne calpesteranno l’erba ancora meno sicuri dei propri mezzi.

La partita è stata ad onor del vero anche emozionante. In entrambe le frazioni di gioco era il Bologna a giocare meglio nei primi dieci minuti, sfiorando anche il vantaggio. Poi il Milan alzava il ritmo e si rendeva anche pericoloso in diverse occasioni, ma gli mancava clamorosamente il “killer instinct” sotto porta, mentre dall’altra parte si esaltava Mirante.

Così, mentre il Milan divorava letteralmente un paio di reti (assurdo l’errore di Cerci), il Bologna, non senza merito, trovava la rete del vantaggio, decisiva per il risultato finale.

Ora più che mai il re è nudo: lo è a partire dal Presidente, assente pesante da quando le cose non vanno ma prodigo di critiche pubbliche (a proposito, perché dopo la bocciatura ufficiale a mezzo stampa di Cerci, e l’ufficialità della voglia di sbarazzarsene, non solo lo si convoca ma lo si fa pure giocare?); l’allenatore da canto suo non trova affatto la quadra: non è questione di modulo e non si vede il “carattere” che avrebbe dovuto infondere. Anzi, la palla tra i piedi dei giocatori del Milan (tranne rarissime eccezioni), scotta e nemmeno poco; non si vedono idee e manca clamorosamente la serenità, la tranquillità per fare anche le cose più semplici.

Non era il caso di chiamare chi oggi sedeva sulla panchina ospite?

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