Milan: Berlusconi il Gattopardo?

Fabio Conte

Ecco qua, il nostro Presidente, debole ed affaticato, ma pronto, all’uscita dall’ospedale San Raffaele a tracciare la rotta, a chiarire i dubbi.

E sì, perché i dubbi di questi giorni erano tanti: sul Milan, sul progetto, sul futuro. Silvio Berlusconi spiazza i cronisti, che s’aspettavano, al massimo, un’ipotesi di data per l’incontro con il misterioso gruppo cinese. Il proprietario del Milan, superato lo scoglio di un intervento al cuore alla soglia degli ottant’anni, avrà attraversato i patemi e i bilanci a cui un’operazione ti mette di fronte, e ha deciso di cedere alle pressioni dei figli, alle ragioni del cuore metaforico, alle perplessità dell’ambiente. Vuole cedere il Milan, ma a modo suo.

Tutti ci domandavamo in che ottica si dovesse vedere l’acquisto, tempestivo ed inaspettato, del sorprendente capocannoniere della serie B, Gianluca Lapadula, che rappresenta però il ritratto del giocatore, giovane e italiano, progettato se si fosse rimasti nell’autarchia. Molti si chiedevano il perché dello stand-by di Brocchi, fino alla scelta programmatica di Vincenzo Montella, anche lui così vicino alle idee tattiche del Presidente, ma con maggior esperienza. Tutti vedono il sorriso sornione di Adriano Galliani, gongolare riserbo alle domande su ipotesi, idee, trame di mercato come fosse il Condor di sempre, come succede da trent’anni in qua, solo seguito da un Gancicoff curioso.  Alcuni cercano di inquadrare in quale ottica s’inserisce l’impegno deciso, sulla sensibile gestione del canale tematico, da parte di Barbara Berlusconi, scegliendo di curarlo fin dalla produzione. Tutti segnali che sembravano, e sembrano, indicativi più di un “remain” che di un “brexit”. Ma l’uscita di ieri, l’impegno di spesa e di rilancio con un intervento “monstre” sul mercato, 400 milioni di Euro nei prossimi due anni, dichiarato ma non “visto” per ora, cambia l’approccio commerciale e le aspettative dei tifosi rossoneri. Curioso anche il primo spiraglio sulla composizione della cordata, del gruppo d’investitori, che avrebbero tra di loro anche società a partecipazione statale; fatto normale parlando di una nazione che esce, senza rivoluzioni, da un sistema comunista, ma particolare visto il profilo liberista che Berlusconi ha continuamente seguito nella sua vita. Un’altra particolarità che mi ha colpito nell’uscita presidenziale di ieri, è la rinuncia al valore del brand. Ma in che senso? Parziale, temporanea, totale? Sarebbe curioso, strano e poco proficuo anche per chi compra, rinunciare totalmente, a una valutazione di un nome conosciuto in tutto il mondo già negli anni sessanta, che questa dirigenza ha ingigantito portandolo ad un valore di mercato con pochi rivali. Se sono qui investitori che arrivano da lontano, è proprio perché si sta parlando di un brand, un marchio, un nome che attrae e affascina. Credo quindi che il Presidente intendesse di una parziale rinuncia alle entrate, ad uno sconto, chessò di 200 milioni, cifra che altrimenti, in una gestire normale, di sopravvivenza a livelli accettabili  pur senza garanzie di successo, avrebbe comunque dovuto sborsare nei prossimi tre anni.

L’unico nuovo personaggio che, a oggi, si vede affiancare, bazzicare, seguire gli affair rossoneri è Nicholas Gancikoff referente dello Sports Investment Group che dovrebbe essere di raccordo con gli acquirenti cinesi, quindi a dare supporto al mercato nel breve, ma soprattutto offrire consulenza alla possibile realizzazione di uno stadio di proprietà nel futuro, approdo certo di tutti gli investitori che si affacciano nel nostro calcio. Infine vedremo se si confermerà la voce, su cui si è insistito tanto, della presidenza onoraria. Se così fosse, riassumendo, avremmo quindi Silvio Berlusconi Presidente, onorario sì, ma ben visibile, intervistabile, e anche meritorio in caso di successo. Adriano Galliani a gestire e organizzare un mercato ben finanziato anche se commercialmente, visto l’annuncio programmatico di spesa, magari non tranquillissimo. Barbara Berlusconi che molti pensano possa fare un passo indietro, a gestire e produrre comunque, l’importante e sensibile canale ufficiale. Il collaboratore Gancikoff a cercare la location per costruire lo stadio del futuro che dovrebbe far iniziare il volano di positività economica. Ma non c’era già qualcuno, mr. Bee mi pare, che avrebbe dovuto mettere soldi e lasciare comandare? Insomma, forse, almeno per un po’, tutto potrebbe rimane com’è, proprio quando tutto cambia. L’ho già sentita mi pare…

RIPRODUZIONE RISERVATA

2,837 Visite totali, nessuna visita odierna

Commenti

commenti