Milan: Oggi tutto imbarazzante e non solo la squadra

Paolo Vinci

Tifosi Milanisti e Non, Miei Cari Lettori,

l’arbitro Valeri non aveva ancora fischiato tre volte che io avevo già abbandonato Marassi per fare ritorno, in tutta fretta, a Milano.

Mi chiederete il perché di questa “fuga”… ma, non era la conseguenza di una settimana lavorativa pesante, snodatasi in viaggi per agoni giudiziari, lezioni universitarie, convegni ed interventi televisivi.

Era la “fuga” da alcune situazioni che definire quanto meno imbarazzanti è limitativo.

Il Milan, prima di tutto.

Mi riferisco ovviamente al Milan squadra, ivi compreso l’allenatore, anzi soprattutto l’allenatore.

Perché, diciamocelo francamente, questa Società (ripeto, con la “S” maiuscola) ha fatto, peraltro in poco tempo, tanto e bene. Non solo sul mercato, ma agendo sull’imprinting in generale, rivitalizzando tutto il “mondo Milan” che, da circa un lustro, era sdrucito, inerme, abbandonato al suo destino, sebbene glorioso.

Una Società che non meritava di vivere una figuraccia come quella odierna.

Un solo tiro verso la porta avversaria (peraltro fuori, a distanza siderale dai pali di Puggioni) alla mezz’ora del secondo tempo, una inferiorità tecnica, atletica, psicologica costante nei confronti della gagliarda Sampdoria, meglio messa in campo da Giampaolo, che ha stravinto alla grande il suo “derby personale” con Montella.

Montella, appunto.

Ha messo in campo una squadra senza capo né coda, senza “anima”, senza grinta, con giocatori che sembravano assenti (come mai, guadandoli negli occhi, non si è reso conto che erano completamente scarichi?). Giocatori fuori ruolo, vedi Suso che non può giocare dietro l’unica punta, quale “trequartista” (il Turco sarebbe stato più idoneo) o vedi Zapata che ha regalato i due gol alla Sampdoria con due svarioni che sinceramente non si vedono neanche nei campi di quarta serie. Mi chiedo cosa abbia Musacchio per non essere impiegato per due partite consecutive. Mi fermo qui ad elencare le carenze singole perché è strutturalmente che il Milan è stato carente. Tremendamente carente.

Obiettivamente, al di là della classifica, c’è da stare preoccupati. Questa squadra, se facciamo eccezione della prima a Crotone, partita nata sotto i migliori auspici con l’espulsione ed il rigore a favore sin dal primo minuto, non vince in campionato fuori casa da 9 partite (i primi di marzo, fortunatamente, a Reggio Emilia col Sassuolo). Non ha stravinto – né convinto – le tre partite casalinghe con le modeste squadre che ha incontrato (Cagliari, Udinese e Spal) e le uniche volte che si è confrontata con squadre di buon livello (Lazio e oggi Samp), ha perso nettamente, rattrappendosi in modo significativo e palesando svarioni da categoria inferiore.

E’ un’analisi, questa, obiettiva e sfido chiunque a smentirmi.

Montella, a fine partita, si è posto per primo sul banco degli imputati. Prima che lo facessero gli altri.

Del resto è inevitabile.

Ora, dovrà invertire la rotta. Al più presto. Già domenica arriva la Roma.

Infatti, non ero ancora giunto a Serravalle, che arrivavano, puntuali, le dichiarazioni, more solito sagge ed opportune, del dr. Fassone. In buona sostanza, ripercorrendo l’odierna “via Crucis Rossonera”, l’ A.D. Rossonero rilevava, con sagacia e tra le righe, che “il Milan non è inferiore alla Samp, sia atleticamente sia

tecnicamente, come il campo ha invece palesato e che se è accaduto ciò occorre porvi, al più presto, rimedio!”

Sentito Montella? Ovviamente, il monito era rivolto soprattutto a te!

Anche questa volta la Press Rossonera ha dato un segnale importante di professionalità e di immediatezza, come il mondo calcistico può notare. Soprattutto, colpisce la perentorietà della Verità, nella contestualizzazione della realtà, mai obliterata.

Dovrebbero farne tesoro i Colleghi della Sampdoria, che, appunto, da quelli Rossoneri, hanno molto da imparare in stile e signorilità.

Sic transit gloria mundi.

Una buona settimana a Tutti.

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