Milan: tanto da migliorare, qualcuno da cambiare

fabio-conte

Ragazzi abbiamo un problema:  l’Inter non è poi tanto forte. I nerazzurri hanno un paio di buone individualità e un grande giocatore, fortissimo: Mauro Icardi, ma per il resto, soprattutto dietro, non sono un granché nonostante siano secondi a due punti dal Napoli sempre vincente.

Ma che c’azzecca direte voi, siamo su Milanorossonera e il derby l’abbiamo perso. Invece proprio la comparazione con le squadre affrontate può già tracciare i limiti tra cui il Milan si sta confinando a meno di un deciso cambio di rotta. Otto partite, quattro vinte, quattro perse. Quelle vinte contro Crotone Cagliari Udinese Spal. Invece con le squadre che Montella definisce “competitor” zero punti, tre gol segnati e tante occasioni concesse. Contro Lazio, Roma e Inter, proprio le pretendenti al fatidico quarto posto, si sono subite sconfitte via via meno sonore, ma pur sempre sconfitte. Oddio, definire “non sonora”  la sconfitta in un derby prendendo tre gol non mi pare proprio una descrizione calzante. Da considerare poi che è stato il Milan ad inserire la Sampdoria in pompa magna tra i competitor, disputando coi blucerchiati la peggior partita. Non è che nelle partite vinte si sia passeggiato. Anche a Crotone, ad esempio, sono state concesse delle opportunità agli avversari nonostante la superiorità numerica che aveva subito messo in discesa la partita. Potevano anche essere campanelli d’allarme gli svarioni commessi durante i preliminari di Europa League contro avversari non irresistibili. Ma allora si pensava che fossero dovuti solo alla mancanza di concentrazione di una squadra destinata ad una stagione radiosa, che avrebbe trovato, di lì a breve, una brillante quadratura.  Così evidentemente non è stato, ed eccoci qui a dover combattere, oltre tutte le contraddizioni tattiche, con una situazione psicologica scoraggiante che fa riaffiorare i timori superati con difficoltà nelle recenti stagioni. Si guarda con rassegnazione alle future sfide con Juventus e Napoli, e con insicurezza al Genoa e al Sassuolo: quale sarà il limite tra le squadre battibili e i competitor che appaiono in questo momento insuperabili?

Sperare che le partite in Europa siano un’isola felice può nascondere l’insidia di un capitombolo con danni irreparabili. Aggrapparsi alla ricerca scaramantica di una partita della svolta, di una vittoria sporca che porti morale mi sembra un esercizio empirico, mentre un cambiamento sarà raggiungibile invece, attraverso una seria autocritica su scelte e valutazione.

La squadra ha problemi in difesa dove lo schieramento a tre pare particolarmente indigesto a Romagnoli,  con Bonucci decisamente al di sotto del rendimento che si sperava garantisse. Il centrocampo soffre del declino della dinamicità di Kessiè, un po’ in anticipo sulle aspettative visto che siamo ad ottobre, senza che per altro dia l’impressione di possedere grande sagacia tattica per coadiuvare un Biglia discreto ma non ancora essenziale come servirebbe. Il rendimento di Riccardo Rodriguez è sufficiente, derby a parte, ma non fa gridare al fenomeno. Aspettando Kalinic in forma, e la crescita di Andrè Silva, non si può pretendere dal diciottenne Cutrone di togliere le castagne dal fuoco, anche perché di castagne o meglio di palle in area per gli attaccanti se ne vedono poche sia servite che crossate, rinnovando la cronica  carenza  attraversata nelle ultime annate. Le note felici della scorsa stagione almeno fino alla Coppa di Doha, Suso e Bonaventura, paiono ancora un po’ stonate e soprattutto disorientate dall’insicuro progetto tattico.  Il progetto varia perché cambiano i protagonisti, i giocatori vengono cambiati per cercare migliorie tattiche: il classico cane che si morde la coda. Indubbiamente però, le cose migliori viste fin ora ci sono state quando due punte di ruolo sono state affiancate portando peso ed energia in area e trascinando il baricentro del gioco in avanti.Da qui bisogna partire per riuscire, non senza difficoltà, a vedere almeno un po’ d’acqua nel bicchiere. L’Inter e la Roma che si son viste non sono tanto superiori ad un Milan che riuscisse a risolvere le proprie contraddizioni e ritrovasse fiducia. Tranne che con la Sampdoria, con cui si è perso in maniera netta e totale, le ultime sconfitte hanno sì demoralizzato squadra e tifosi ma hanno dato qualche, seppur lento, segnale di crescita. Bisogna abbandonare i voli pindarici che la massiccia campagna acquisti aveva autorizzato  e mettersi sotto a lavorare con umiltà a tutti i livelli e rivalutando qualche elemento ancora in rosa perché non tutti l’anno scorso erano così scarsi ed essere stati acquistati non significa automaticamente che si sia dei campioni. Quindi ragazzi, abbiamo un problema perché l’Inter  non è così forte, ma il Milan deve migliorare, ma tanto tanto.

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