Milan: un bel dolce anche senza la ciliegina

Fabio Conte 3

Neanche questa volta abbiamo scoperto la reale forza del nuovo Milan. Il termine di comparazione che dovrebbe far valutare la crescita di una squadra con così tanti innesti, deve essere rimandato a data da destinarsi.

Ultima appuntamento agostano per un riscontro, la partita di domenica col Cagliari. Poi, dopo la pausa per le nazionali, si passerà al vero inizio del campionato. La partita col Crotone, oltre all’importanza intrinseca dei tre punti, doveva proporzionare la scoppiettante gara dei preliminari di Europa League contro l’arrendevole Shkendija. La sospirata Var, Video Assistant Referee, ha assistito correttamente l’arbitro, che aveva già visto l’intervento punibile col rigore, portandolo anche a espellere Ceccherini autore del fallo da ultimo uomo. Morale al 6’ rossoneri in vantaggio, calabresi con uomo in meno e partita in netta discesa. Innegabile comunque la concentrazione e la voglia di far bene con cui i ragazzi di Montella hanno approcciato le prime gare: questo ha permesso di chiudere velocemente la partita di domenica scorsa pur se ben incanalata dagli episodi. Anche il Milan quindi, si è iscritto al “club dei tre”, così come Juventus Napoli Inter: tutti hanno realizzato 3 gol alla prima di campionato. La Roma ne ha fatto solo uno ma in casa dell’ostica e forte Atalanta. La strada è lunga, ma saranno queste le avversarie con cui dovranno far i conti le ambizioni o i sogni rossoneri.

Per rinforzare le ambizioni dei tifosi e della società è finalmente arrivato Nikola Kalinic. Il centravanti croato non avrà l’appeal di tanti nomi circolati quest’estate, ma è la punta fortemente voluta dal tecnico milanista che conosce perfettamente le qualità tattiche che l’ex viola può regalare al suo gioco. Credo che le manfrine e le forzature che ha sostenuto con la Fiorentina siano state dettate dalla paura di perdere il treno della squadra dei suoi sogni. Sono sicuro che riuscirà a garantire sponde e gol necessari per far crescere il potenziale dell’attacco rossonero che sembra comunque già ben diversificato. Per lui il numero 7 di un’altra grande punta che amava metterla spesso nei derby, e non solo. Chissà che la tradizione continui, lui sa già come si fa.

Il mercato, però, non è detto che sia chiuso per il Milan. Intanto in uscita: non è facile tener duro sulle richieste quando chi vuol comprare conosce la situazione degli esuberi della rosa rossonera, ma lo stile chiaro, del d.s. Mirabelli col suo motto “schiena dritta” ha portato finora ad un approccio molto apprezzato dai tifosi, e speriamo anche dagli addetti ai lavori, al di là di qualche capriccio o sceneggiata. Da qui a fine mese poi, dovranno essere ben monitorate occasioni e offerte che potrebbero mettere la ciliegina sulla ricca torta apparecchiata quest’anno. Se un innesto potrà essere fatto credo sia necessario a centrocampo, dove forse manca un’alternativa muscolare al vigoroso Kessiè. Certo però che rimane affascinante la voce della possibilità di acquisire un altro tassello dalla squadra che ha conquistato gli ultimi sei scudetti. Oltre qualità e dinamismo trovare ancora un po’ di determinazione e convinzioni non guasterebbe di certo.

Ciliegina o no, come detto, la torta appare fastosa e di buona qualità. Qualcuno s’è preoccupato di chi pagherà il conto al pasticcere. Giustamente nel Milan si sono risentiti. Dopo gli sforzi fatti per gestire al meglio la corposa disponibilità cinese, sentire continui dubbi sulla possibilità che siano economicamente solvibili ha irritato i dirigenti, sfociando in un silenzio stampa mirato. Ormai tra i tifosi appare vincente la fazione che senza ripensamenti sostiene la nuova società, lasciando inespressi quesiti e timori che pochi ancora cavalcano. Personalmente credo che la frase della D’Amico con cui esprimeva straordinario il mercato del Milan solo a buon fine della copertura economica, sia lecita ma mal posta. Poteva essere espressa all’interno di un ampio discorso sull’economia del pallone che analizzasse anche le spese, le coperture, le fideiussioni di tante società e di tanti imprenditori legati al calcio, e non in una frase generica di presentazione del campionato. Tutti spalmano i pagamenti in più anni, da sempre, e non è certo solo il Milan che sarà legato ai risultati e alle entrate future per garantire la tenuta economica soddisfacente. Sicuramente la gestione della società da parte dell’a. d. Fassone appare equilibrata e propositiva, soprattutto perché ha dovuto, ed è riuscito, a far rinascere l’entusiasmo in ambiente depresso e avvilito. Ricordiamo che viene sostenuto da un consiglio di amministrazione di prim’ordine, con manager di sicura fama come Scarone, Patuano e Cappelli. Meno conosciuti gli altri membri Mr. Li, Mr. Han e Mr. Bo. Il primo, Yonghong è il proprietario del club, il secondo il braccio destro del presidente, più spesso visibile in società, e il terzo il misterioso manager del consiglio. Ecco, auspichiamo che finito il mercato, un bel giorno ci svelino tutti e tre i progetti, le speranze, i patrimoni così da tacitare le malelingue, ma anche le perplessità e le ansietà dei tifosi più insicuri.

Per ora godiamoci il dolce, con o senza ciliegina, sperando che sia dolce e appagante anche a maggio.

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