Milan: Verba volant, scripta manent

Marco Giampaolo

Dopo la disastrosa prestazione di ieri sera nel derby di Milano da parte del Milan allenato da Marco Giampaolo, dopo solo quattro giornate è già tempo di bilanci.

L’allenatore ex Sampdoria in questi primi mesi rossoneri ha “filosofeggiato” narrandoci di grandi schemi, grandissimi giocatori e di grandi teorie calcistiche. Ci ha raccontato di essere – citiamo le sue testuali parole – un “talebano simmetrico”, del fatto che il tempo dovrà essere suo alleato, di quanto Suso sia forte, di quanto Paquetà debba essere “meno brasiliano”, di come Piatek debba diventare un calciatore completo e di quanta sicurezza – grandi prestazioni – stesse mostrando Lucas Biglia. Ci ha raccontato e dimostrato – sono ironico – di come i giocatori siano meno importanti degli schemi, di come Hakan Calhanoglu sia un ottimo regista davanti alla difesa e di come, a Udine, il buon Borini abbia fornito una prestazione di livello internazionale nel ruolo di mezzala.

Dopo questa dovuta premessa, c’è da interrogarci sul mercato eseguito dalla società rossonera, dove si è inseguito per due mesi il buon Angel Correa per poi deviare, l’ultimo giorno di mercato, sul modesto e falloso Rebic – unico attaccante che ha collezionato più cartellini che gol – e sul brasiliano Taison che poi non è nemmeno arrivato. C’è da interrogarci se Giampaolo, Boban, Maldini e Massara siano all’altezza del blasone rossonero, c’è da chiedersi se i soldi che sono stati spesi sul mercato siano stati investiti nella maniera corretta. Personalmente, la prestazione di Leao del derby mi ha dato qualche speranza in più, ma c’è anche da domandarsi il perché Bennacer non abbia visto il campo. Se Bennacer non dovesse imporsi, avendo davanti un modesto e a fine carriera Biglia, c’è da domandarsi se il ragazzo algerino è dotato di oggettive qualità o sulle doti del proprio allenatore.

Ultima considerazione, visto che si è parlato di qualità, schemi e tattiche in questi primi mesi rossoneri da parte di Giampaolo, forse c’è anche da interrogarci sulle oggettive qualità del “Maradona della Spagna” Suso. Giocatore che, anche quest’anno, ha dimostrato l’ennesima inadeguatezza con il grande palcoscenico. Essere Suso centrico, purtroppo, è la traduzione di essere una formazione che non potrà mai ambire alle posizioni nobili della classifica. Dopo aver sentito le bellissime parole spese dall’allenatore rossonero in favore del ragazzo spagnolo che lo ha definito in più occasioni: “Un fuoriclasse e il Milan i grandi giocatori non li vende”, mi chiedo se si rende conto del blasone rossonero che in questo momento rappresenta. Un dubbio mi sorge, una vita trascorsa in provincia, forse non gli ha mai fatto conoscere i grandi calciatori e di conseguenza, senza mostrare un vero carattere, ha portato la propria mediocrità in un ambiente che cerca l’ambizione anche attraverso il proprio allenatore. Non sto chiedendo le dimissioni, ma sicuramente, nelle prossime due giornate di campionato, la squadra e Giampaolo devono dare una vera inversione di marcia.

Concludendo Verba volant, scripta manent. Tradotto: Le parole sono belle caro Giampaolo, ma i fatti sono tutt’altro!!!

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