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EDITORIALE DEL GIORNO
Tutta colpa della musica
Da un paio d’anni il tifoso del Milan ha poche certezze. Le stagioni iniziano con delle sconfitte inaspettate, e pian piano si perde quella capacità di valutazione, che un buon “casciavitt” non confesserebbe mai, ma che fa dire prima di una sfida, nel profondo del proprio animo: questi li battiamo sta volta ce la facciamo, oppure domani sarà dura ci vuole qualcosa in più.
Questo in campionato. In Champion, non senza qualche brivido, il girone di qualificazione siamo sempre riusciti a passarlo e l’inno della competizione è una consuetudine per i rossoneri. Ma quando la sfida diventa diretta, quando c’è in ballo il passaggio del turno ecco che quelle note assumono un altro significato, risuonano nella testa dei tifosi, fanno vibrare i sensi, risvegliano ricordi ed orgoglio. Ed ecco che le aspettative crescono si perde, in positivo, il giudizio critico, si spera. E noi speriamo. Speriamo che il cambio della guida tecnica porti vivacità ed esperienza internazionale: Clarence Seedorf ne ha da vendere. Speriamo che la squadra non abbia dimenticato le belle prove date in questi anni in casa, con Allegri al timone, con Real, Arsenal e Barcellona. Speriamo che l’Atletico Madrid, tosto e compatto, arcigno in difesa e micidiale in contropiede, con gli stessi punti delle due grandi di Spagna pur essendo il parente povero, ben guidato da Diego Simeone che sembra un po’ Conte e un po’ Murinho e favorito dai bookmakers si faccia impressionare dal carisma e dalla storia scritta sulle nostre maglie. Speriamo di vivere un’altra di quelle notti che faccia scorrere il nostro DNA e battere i nostri cuori, che come spesso accade, faccia assistere, in tv, le nostre imprese al resto dell’Italia calcistica. In alto le sciarpe in un San Siro finalmente colmo di eccitazione per sentire le note della nostra “musichétta”. E sperèm..
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