Milan: ognuno deve dare qualcosa di più

Fabio Conte

Si fa fatica ad essere contenti del pareggio di sabato all’Olimpico col Torino di Ventura. Si fatica perché il vantaggio di Bacca aveva illuso di poter svoltare una stagione nata male, perché s’è subita la reazione di un Toro raffazzonato a causa degli infortuni, perché la squadra, ancora una volta, è sembrata impaurita e insicura proprio quando doveva dimostrare carattere.

Il pareggio in sé non sarebbe male, in casa dei granata sempre tenaci e che fin oggi avevano regolato sul proprio terreno, Fiorentina Sampdoria e Palermo, ma viene dopo due sconfitte e l’andazzo di questi ultimi tribolati anni insegna che i “brodini” servono a poco. Le ultime prestazioni, a Genova e soprattutto la debacle col Napoli, imponevano una svolta decisa, un cambio di rotta netto. Se il cambio di modulo ha portato qualche beneficio in fase di possesso a centrocampo, ha però ulteriormente smussato l’impatto che l’unica punta, nel qual caso Luiz Adriano, avrebbe dovuto dare in termini di occasioni gol. Bacca, reduce dal rendez-vous con la nazionale e per questo tenuto inizialmente in panchina, ha sicuramente reso di più anche perché supportato dal miglior inserimento delle mezzali. Proprio quando si pensava di aver trovato la chiave della partita ecco che la tutt’altro che veemente reazione del Torino, faceva riemergere le difficoltà e riaffiorare le ansie dei rossoneri. Personalmente nelle due precedenti stagioni, alla settima predicavo pazienza e fiducia, salvo poi ricredermi coll’andare del campionato. Evidentemente però la sfiducia che queste esperienze hanno seminato s’è radicata non solo in me, ma anche tra i tifosi, tra i giocatori, nella società, regalando di conseguenza sicurezza agli avversari.

Bisogna però essere obbiettivi e considerare anche ciò che di positivo è emerso dalla trasferta di sabato. Finalmente si sono provate delle alternative ad un modulo, il 4-3-1-2 che pareva un dogma, scelta curiosa per la mancanza di un vero trequartista di classe che caratterizzerebbe quell’assetto, e che sembrava bloccare soluzioni alternative in particolare durante la gara. Speriamo che possa arriva una tale sintonia tra i sistemi di gioco di Mihajlovic e i giocatori che li dovranno interpretare, simile a quella che permette al c.t. Conte, ad esempio, di variare la tattica inserendo questo o quel sostituto. La squadra a Torino ha dimostrato di poter giocare più compatta, ha tenuto la partita nelle proprie mani per 70 minuti, salvo poi sviscerare le insicurezze nel finale. E’ salito un po’ il pressing, finalmente, anche se è ancora lontano da ciò che ci aspettiamo, da ciò che serve. Son cresciute le prestazioni di Montolivo e di Bertolacci che di fianco all’immancabile e puntuale Bonaventura dovranno trovare un’intesa sempre maggiore cercandola al di là degli schemi e delle indicazioni anche in loro stessi, chiedendosi di più.

Il tecnico arrivato col piglio del conquistatore, conscio di comandare truppe una volta rivali, ma proprio per questo pronto a dimostrare il proprio valore, pare lentamente scivolare in una deriva dubitativa che gli ha tolto il cipiglio severo, salvo quando rivendica la propria autonomia, lasciandolo incerto nelle ricerca delle chiavi di soluzioni tattiche e psicologiche. Mihajlovic deve a mio parere alzare l’asticella di ciò che può e deve dare lui alla squadra, visto ciò che ha dato fin ora evidentemente non è sufficiente. Ha ragione il Mister quando dice che spesso le formazioni schierate non potrebbero essere state  che quelle. Ma se gli uomini sono questi bisogna trovare varianti di gioco, di determinazione e di convinzione. Forza Sinisa, incazzati! .. anche con te stesso.

Stasera si svolgerà il 285° derby di Milano per il 24° trofeo Luigi Berlusconi. L’idea di invitare i cugini è comprensibile visto la concomitante Expo che mette la città di Milano all’attenzione del mondo. Magari la data sarebbe da discutere visto che questa partita si inserisce in un momento topico del campionato. Avrebbe probabilmente avuto più seguito se si fosse effettuata tra le amichevoli estive o dopo natale quando la pausa invernale porta i tifosi ad una crisi di astinenza calcistica. Pazienza, vorrà dire che vedremo se qualche rincalzo o qualche giovane avrà le doti per scalare posizioni verso la prima squadra. Sarà comunque emblematico che proprio un derby possa segnare un significativo momento di passaggio. Potrebbe essere l’ultimo trofeo con Berlusconi unico proprietario: accreditate voci, infatti, danno vicinissimo il closing, la firma, per la cessione di parte della società a Bee Taechaubol. All’assemblea dei soci dell’Inter per contro, Massimo Moratti s’è detto disponibile a cedere le sue restanti quote della società e di voler tornare a fare il tifoso. L’Expo sta per finire ma soprattutto un’irripetibile era calcistica volge al termine.

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