Conte e Giampaolo, sfida impari

TRIONE

Nel pieno dell’estate milanese, Inter e Milan preparano la nuova stagione cercando di costruire due squadre in grado di competere per le posizioni nobili del campionato.

Se per i nerazzurri l’obiettivo è quello di accorciare il gap con la Juventus di Sarri, per i rossoneri è importante rifondare, per la terza volta in tre anni, un organico che possa garantir loro l’accesso alla prossima Champions League. Competizione che manca per troppi anni e che, oltre a ridare lustro europeo, riporterebbe liquidità nelle casse rossonere.

Se i ritorni di Oriali e Boban nell’organico societario hanno ridato un senso di appartenenza, i cambi in panchina rispecchiano la diversa filosofia dei club. Marotta ha deciso di esonerare Spalletti, che nei due anni disputati a Milano ha riportato l’Inter nell’Europa che conta, seppur con qualche sofferenza, per puntare su Antonio Conte, con il quale alla Juve aveva aperto il ciclo bianconero.

Per convincere il tecnico salentino la dirigenza nerazzurra ha offerto un contratto triennale a 12 milioni netti a stagione, ma soprattutto una partecipazione attiva, e da protagonista, in sede di campagna acquisti.

Opposta la politica dei rossoneri, l’attesa della sentenza del TAS e con i paletti del fair play finanziario da rispettare, hanno spinto Gazidis e Maldini a una soluzione low cost ma, nello stesso tempo, rivolta offrire la guida tecnica ad un allenatore che tramite il gioco potesse valorizzare i giocatori già presenti nella rosa.

L’identikit richiesto e voluto dal nuovo direttore tecnico Maldini porta direttamente a Marco Giampaolo che, negli ultimi anni a Genova, ha saputo valorizzare il materiale tecnico che aveva tra le mani. Skriniar, Schick, Torreira, Praet e Andersen sono solo un esempio di come il tecnico svizzero ha saputo amalgamare gioco e plusvalenze.  Per lui un contratto di 2 anni a 2 milioni netti a stagione.

Stesso obiettivo ma con filosofie differenti: da una parte Antonio Conte e una campagna acquisti basata su giocatori di prospettiva abbinata a un mix di giocatori affermati che possono fin da subito far fare il salito di qualità. Ecco spiegato l’arrivo di Godin insieme con quello di Sensi, all’interessamento per Barella ma anche al possibile scambio Nainggolan con Arturo Vidal.

Diversa la situazione in casa Milan che per questioni di bilancio potrebbe sacrificare, e non è da escludere, un nome eccellente per fare plusvalenza. Da Donnarumma a Suso, passando per Kessie e Cutrone. Giampaolo ancora non sa chi troverà a Milanello al primo giorno di raduno. Il tecnico di Bellinzona dovrà fare di necessità virtù, del resto è stato scelto per questo, Rivitalizzare André Silva, Paquetà, Biglia sperando in qualche regalo da parte della società, magari proprio il suo ex pupillo Torreira che darebbe geometrie e forza a centrocampo.

Diverse filosofie, modi di pensare e agire per raggiungere un traguardo comune, tornare protagoniste in Italia e, soprattutto, in Europa.

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