Milan: Finalmente si torna in Europa

Paolo Vinci

Evviva evviva, è finita!

Finisce in gloria (si fa per dire…) il campionato del Milan, con il contentino del sesto posto che porta si, finalmente in Europa, anzi ai preliminari di luglio per entrare in Europa League, ma che deve, obiettivamente, condurre ad una severa riflessione su quello che è stato il girone di ritorno dei Rossoneri.

Deficitario.

Sia per quanto concerne il risultato conseguito (due sole vittorie negli ultimi due mesi, peraltro contro un derelitto Palermo ed un Bologna in vacanza, tanto che Donadoni in conferenza postpartita è stato durissimo coi suoi giocatori!), raggiunto solo grazie alla debacle assoluta dei cugini interisti (2 punti su 24 nelle ultime otto giornate!), sia per il gioco, assolutamente mediocre, espresso, sia, infine, per le prospettive future in un certo senso obliterate (giovani in naftalina quali Locatelli e Calabria, in evidente regresso tecnico ed atletico, dopo uno scintillante girone d’andata).

Fatta questa doverosa premessa, si può moderatamente gioire al ritorno europeo dopo tre anni, drammatici, di lontananza dall’Europa (record rossonero degli ultimi 30 anni), anche se vi è l’ostacolo, fastidioso, del preliminare in luglio (nessun problema, invece a limitare a due partite la esibizione cinese, ormai “madrepatria rossonera”) e soprattutto l’onere di una competizione snervante, che prima che arrivi al “dunque” delle partite vere, snocciola una inutile teoria di partitine in giro per i posti più remoti e semisconosciuti del Continente Europeo.

Si può moderatamente gioire perché il Milan non può, per il suo blasone, rimanere così a lungo ristretto nel perimetro nazionale, peraltro, senza competere ad altissimi livelli. Non può, soprattutto, sopravvivere senza smalto, prospettive, obiettivi.

Non è da Milan, non è stato da Milan.

Ecco perché si confida molto in questa Nuova Società, a dire il vero ben presentatasi grazie all’ottima impressione – e non solo – del duo Fassone –Mirabelli, Persone a modo, assolutamente competenti, per riportare il Milan ai vertici in un lasso di tempo ragionevole , abbozziamo 3–4 anni.

Il duo ha iniziato come meglio non poteva, confermando l’Allenatore (che meritava la conferma per aver condotto una squadra tra due società, senza un parco-giocatori di eccezionale levatura) ed iniziando una serie di proficui contatti al fine di innestare su di una rosa, appunto, debole e per fortuna giovane, quegli elementi necessari a fare il salto di qualità. Ho parlato di “rosa” perché, considerato il percorso snervante in Europa, occorrerà disporre di almeno 30 elementi “fungibili”, in grado di favorire un continuo ricambio senza abbassare la qualità della squadra. Chi Vi scrive è certo che la missione andrà in porto alla grande e che il Milan che ne “deriverà” sarà certamente all’altezza dei traguardi sperati dai Suoi impareggiabili Tifosi.

Chi vivrà vedrà.

Intanto, gli auguri più sinceri alla Juventus che porta a casa il sesto scudetto consecutivo.

Buona settimana a Tutti, Tifosi Rossoneri e Non.

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